Avevo visto quella scena mimica di grande ilarità diverse volte nella mia vita. Sebbene mi trovassi non più in tenera età, a 38 la mia impronta sul pianeta era decisamente più grande di quella di tanti coetanei, in virtù dei tanti voli presi sin dalla tenera età di 13 anni. Londra, Berlino, Bruxelles – dove volavo quando vivevo come Erasmus “prolungata” ad Aquisgrana – e poi gli Stati Uniti – dove ero stata ragazza alla pari – fino all’Egitto del mio anno sabbatico. Ora mi ritrovavo in volo per l’Egitto. Questa volta per il Cairo. Non ci sarei andata come avevo fatto tante volte nel passato di quell’anno speciale, prendendo un autobus con il solito conducente spericolato oltre ogni buon senso. Mi ero fatta un’idea che questi uomini, in modo un tantinello più drammatico, tendevano a voler dimostrare la loro virilità e straordinarietà al volante, esattamente come sovente accade nelle nostre città. Solo che lì la manifestazione di potenza, si trasformava sovente in manifestazione di folli...