In questi giorni molti politici di „lunga data“ si riempono la bocca con la parola „democrazia“ per difendere il diritto di chi come loro fa politica da decenni (ed a giudicare dalla deriva del paese, la fa anche molto male). Eppure dimenticano che se si parla di democrazia, non si può far a meno di pensare al diritto di quante più persone possibili di esprimere le proprie idee e di intervenire direttamente nella vita politica del paese. E che quindi un ricambio continuo dei personaggi che occupano i seggi nelle strutture democratiche di un paese, sarebbe quanto di più genuinamente democratico possa esistere. Allora molti sostengono: „Se i nuovi vogliono il mio seggio, che si candidino. Perchè estromettermi?“ Sembra quasi che pensino che i loro interlocutori, ovvero noi comuni cittadini, siamo una massa di stupidi e di disinformati. Oppure dimenticano del fatto che l‘attuale legge elettorale, definita a torto per l‘animale evocato in questione, „Porcellum“, lascia che siano i partiti s...