Qualche tempo fa sono andata a vedere un film minimalista di un giovane regista svedese: Lars Von Trier. Come sempre ogni volta che vado a vedere un film, questo oltre ad una serie di sensazioni, sentimenti, sono anche un buono spunto di riflessione introspettiva e/o universale. Queste sono le considerazioni che feci. E’ girato tutto su una scena teatrale senza fondo. E’ bellissima e forse sarebbe anche uno spunto per una vera scena teatrale con le opportune modifiche. Tutto il film è girato in questo spazio dove non ci sono sfondi su nessun lato, è tutto nero. Sarà stato l’interno di un capannone cinematografico senza quinte. Sul piano della scena è disegnato il tracciato in modo essenziale del paesino chiamato Dogville. C’è un cane di cui se ne sente l’abbaiare ogni tanto, ma è solo disegnato in pianta a terra nella sua cuccia. Non ci sono pareti delle case, ma solo il tracciato a terra. Non ci sono porte, ma se ne sente solo il rumore di quando queste si aprono e si chiudono. Le rip...