Passa ai contenuti principali

Il male indefinito

Oggi sto proprio male.. particolarmente male.. in questo periodo sto portando avanti una vita indefinita.. cerco di dare i contorni ad ogni cosa ed invece è un tentativo vano.. mi sto travestendo di positività ed invece non riesco a trovare la forza, la concentrazione, la motivazione per mettere a fuoco la mia futura esistenza.

Devo assolutamente fare entro fine febbraio l’ultimo esame all’Università. Non ho intenzionalmente pagato le tasse universitarie per obbligarmi a mettere la parola fine. So che se non faccio quell’esame, il casino in cui mi troverò sarà grande. Mi ritrovo parte della tesi già avanti, ma da mesi non ci metto più mano né occhio. Così avrei potuto laurearmi da mesi, da anni, potrei farlo nel giro di qualche mese ed invece mi sento incredibilmente bloccata.

Ho voglia di fare mille cose ed invece non ne faccio nessuna. E’ come se nello stesso tempo avessi troppo tempo e poco tempo.. e non riesco a dare un ordine ed un organizzazione alle cose. Eppure adoro l’esame che devo preparare ed invece come un bocconcino prelibato nel piatto, me lo conservo per un dopo.. ma che dopo? Quando sarà questo dopo? Indefinito anche quello.. tutto indefinito..

Sento la necessità di creare e non riesco a focalizzare neanche cosa in che modo.. ancora indefinitezza…

Forse avrei bisogno di un complice, una persona senza sesso, con cui condividere qualche interesse, qualche passione.. qui intorno a me, mi sembrano troppo diversi.. tutti con obbiettivi e finalità troppo distanti…

Cerco di svegliarmi al mattino presto, di andare a dormire presto ed invece mi perdo in mille inezie e sempre capita che mi sveglio troppo tardi per sentirmi in pace con me stessa... ed a me questo deprime… fortemente deprime…

Non so cosa fare.. mille pensieri.. continuo mal di testa.. troppi stimoli e nessuna sostanza…

Commenti

Post popolari in questo blog

Novembre ti ha portata, Novembre ti ha ripresa.

Novembre ti ha portata, Novembre ti ha ripresa. Questa è la ballata del mio angelo, Nunzia. Nonna nonna... ho bisogno di scrivere qualcosa di te, per me più grande del mondo.. la mia personale santa... la bontà che avevi dentro.. e l'amore per il mondo, per la vita, per la gente che mi hai instillato lentamente, piano piano, dentro il cuore... Nonna nonna.... tu sei la Nonna... un significato diverso.. madre e madre della madre... madre del mio cuore, madre della mia mente, questa figlia ingrata ti piange e si addolora... Nonna nonna, lo sapevo lo sentivo che sarebbe successo ora.. ne ero certa... stamane l'ho capito.. un segno del destino.... Nonna nonna, una vita piena e piena di sofferenze... nonna nonna... porta via il mio cuore.. non voglio più amore senza la fonte del mio amore... nonna nonna voglio chinare ancora la mia testa sul tuo grembo.. e sentire l'odore della tua pelle... l'odore della tua purezza.... Nonna nonna, ricordo quando ero bambina e pura come te....

Architettura materna

Questo testo è stato scritto da me all'età di 24 anni, mentre visitavo un museo d'arte nei mesi in cui ho vissuto come Au Pair a Portland, in Oregon (1999). Queste idee vivono ancora intatte nel mio sentire architettura. Per l'immagine, creata di recente, mi sono banalmente ispirata al grembo materno ed a James Turrell. Architettura materna Anche se l'architettura si fa con le linee, si deve fare in modo che ad esso sempre una forte e persistente forza plasmatrice vi sottenda. L'opera deve sempre dare l'idea della mano plasmatrice e modellatrice delle forme che è l'architetto (L'architettura deve esserne una sua figlia). Credo che l'architettura sia il massimo delle espressioni creatrici, sia il sentimento materno. I colori hanno un'importanza fondamentale, essi ne sono parte integrante, e non soltanto come caratteristica dei diversi materiali che si compongono, ma come colore in se stesso, materia in se stessa, struttura che si compone alle altr...

L'eclisse di Michelangelo Antonioni

Ho appena recensito una pellicola del grande Michelangelo Antonioni, L'eclisse. La trovate qui: http://www.cinemaitaliano.eu/blog/index.html *** Avere la possibilità di godere l'arte è una delle esperienze più eccitanti che a mio parere esista. Credo di poter annoverare il lungometraggio “L'eclisse” di Michelangelo Antonioni come espressione di una classica Opera d'Arte, laddove - riferendomi ad un'oggetto cinematografico - intendo un lavoro che si spoglia in parte dell'aspetto ludico e rappresentativo della realtà e diventa qualcosa di più profondo. Vedere e godere un film come L'eclisse sollecita una serie di moti dell'animo, che spaziano dalla irrequietezza, alla tristezza, dalle tensioni emotive, alle speranze, che non sempre portano lo spettatore medio ad un giudizio immediato che esprima soddisfazione e contentezza. Tuttavia il valore di tali opere si percepisce al massimo livello quando ci si rende conto che per un qualche motivo nelle ore e nei ...