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Le adolescenti dell’Italia della tv

Posso affermare con un grado di onestà notevole che sono una persona che guarda la tv QUASI MAI. L’apparecchio ce l’ho: giace lì fermo sul tavolinetto che quasi rappresenta per me un ingombro inutile… se proprio devo cazzeggiare c’è il computer (mai però i giochi - non li sopporto), internet, le chat, il telefono e sempre un buon vecchio libro o una rivista di architettura e/o attualità a portata di mano (ce ne vogliamo dimenticare della carta stampata? Libri e giornali - di questi ultimi però quelli che mettano in moto il cervello - fanno poi veramente così paura? Io li adoro e li ho sempre adorati.. la gioia che mi da entrare in possesso di un libro per me ha quasi delle implicazioni sessuali...).


Guardare la tv fondamentalmente mi irrita, mi annoia, mi deprime, mi lascia il vuoto, mi da la sensazione di starmi corrompendo e, infine, di inquinare la purezza di pensiero che per me ancora si basa su dei postulati di conoscenza semplici ed universali, privi insomma delle implicazioni relative ed opinabili del presente. Se poi consideriamo che la gente nella tv, sempre e solo quella, specificando nella tv scadente e di successo di oggi, è a mio parere un umanità quanto in assoluto di più basso livello culturale, morale, umano e sociale riscontrabile in giro, allora in me al passare dei minuti al cospetto della scatola famosa, cresce sempre più la sensazione di starmi invischiando con la merda!


Tuttavia anche io, in quanto un animale sociale che comunque vive e si confronta con altri, non riesco a sottrarmi del tutto dalla presenza di quest’ospite ingombrante. Così capita che a pranzo, a cena e durante i miei raid pomeridiani in cucina, la tv, lì immobile, tenuta “stranamente” in funzione per compagnia da chi mi circonda, entra a far parte con le sue immagini ed i suoi suoni della mia esistenza quotidiana. In poche parole mi capita di tanto in tanto di buttare un occhio sulle seguenti tre trasmissioni: uomini e donne, la vita in diretta e/o verissimo, il grande fratello show e nei fine settimana su quell’abominio tra tanti abomini di buona domenica. Certo potendo scegliere vedrei altro, se non fosse che io sinceramente mi rammento di accendere l’aggeggio solo per il telegiornale o il televideo. Capita anche che talvolta, quando non ho molto da fare o voglia di fare, quando insomma sono solo disposta ad un’attività passiva, mi piacerebbe rilassarmi vedendomi un bel film senza essere costretta ad uscire di casa. Invece accade proprio così: oramai vado al cinema dalle 2 alle 3 volte settimanali, da sola o in compagnia e sinceramente non mi dispiace nemmeno e ve lo suggerisco caldamente. In fondo se ci pensiamo bene questa cosa aderisce anche ad una forma di indebolimento dell’immensa struttura sociale capitale-media. In altre parole così facendo, facciamo sì che sulla nostra spesa ci guadagnano in profitto le buone case di produzione cinematografica, che nella loro scelte oculate dimostrano ancora un rispetto per il cittadino dotato di encefalo e buon gusto; facciamo in modo nel nostro piccolo che trovino finanziamento, riscontro morale e pecuniario, nonchè incentivo a continuare nella giusta direzione, quei registi ed autori di qualità più o meno alta, ma comunque di buon livello e soprattutto capaci di variare; che funga, inoltre, indirettamente da incentivo a potenziali futuri buoni o ottimi o sublimi futuri registi, scenografi, autori, sceneggiatori ecc. ecc. perché comunque bisogna constatare che il settore della comunicazione e dell’immagine è oggi il ramo dello scibile e del pensiero umano che più caratterizza i nostri tempi; infine, ultimo qui ma assolutamente non meno importante, far guadagnare il proprietario del cinema d’essai e non il Berlusconi di turno.


Per tornare alle tre trasmissioni ecco qui i più recenti accadimenti.


Oggi. Uomini e donne. Personaggi: le adolescenti di una discoteca di Treviso; Costantino, il famoso, quello che si è guadagnato la fama più di Constantino Imperatore! Alessandra, la ragazza della porta accanto di turno (chissà perché poi tutte le Alessandra che compaiono sulle reti Mediaset, si somigliano un po’ tutte quante); l’apparato di produzione televisiva Mediaset. Entro in cucina ed assisto incredula alla trasmissione delle immagini della presentazione di Alessandra in una discoteca. Pareva si trattasse di una grande diva. Urli, applausi, elogi a iosa… Poco dopo accade anche di peggio per Costantino: entra abilmente come un vecchio presentatore televisivo sul palco del locale, con una disinvoltura ad armeggiare con il microfono e ringraziando sinceramente tutta la folla pazzesca ed urlante di fans sedicenni, del fatto che la mamma lo avesse fatto bello (ma poi bello? ma quanto? A me sinceramente non piace proprio né come ragazzo della porta accanto, né come divo, né come niente altro. Insomma a parte il bel fisico che in Italia fortunatamente non hanno in pochi, a parte gli occhi chiarissimi che idem (e sinceramente preferisco la profondità di quelli scuri, anzi scurissimi, tenebrosi… misteriosi…); ma poi il resto della bellezza di un uomo dove sta? Non un po’ di fascino, non un po’ di modi, non una tono di voce sensuale, non un po’ di mistero, non un po’ d’intelligenza o di cultura.. insomma niente di niente! Molto meglio, infinitamente meglio - e non sto enfatizzando ma sono completamente sincera - il ragazzo che giù casa mia si trova a vendere la frutta e la verdura. Sono sicura che con lui potrei uscirci e stare bene! Nonostante forse ci potrebbe essere un divario di istruzione tra noi due, che poi, per come vanno le cose in Italia, non è manco detto!!! Insomma ma sto Costantino chi è? Che cosa ha fatto per meritarsi tanta stima, notorietà, ammirazione, invidia, rispetto da quella schiera di ragazzine VUOTE, eh sì, VUOTE che gli tendevano avidamente e contemporaneamente sterilmente (come faranno a conciliare queste due cose???) la mano per aspettare un pezzo di carta insulso ed insignificante decorato dall’autografo di questo? Ma insomma ci vuole così tanto a capire che è tutta una vasta operazione di marketing? Dal Grande Fratello a Uomini e Donne, dalle veline varie al pubblico fisso dello stesso Uomini e Donne, teso a creare familiarità con il pubblico, si tratta solo di futuri serbatoi dove attingere i futuri divi. Per essere chiari, ci sono una lorda di gente iscritta tra le liste dei casting: giovani che provano a buttarsi a fare le comparse per racimolare un po’ di soldi, giovani che si iscrivono per tentare la fortuna ed, infine, gente veramente interessata a sfondare. Questi, chi più e chi meno, riescono in qualche modo, man mano, a partecipare a qualche ruolo di infima importanza. Così facendo entrano a far parte di una sorta di database di risorse umane per la televisione. Sono schedati, archiviati; si sa come reagiscono davanti ad una telecamera, si verifica se in fondo sanno mentire (attenzione mentire, non recitare!!!), si sa di che aspetto sono, se corrispondono o meno a dei target già comprovati (e sotto il profilo psicologico e sotto il profilo corporeo) e la scheda personale è conclusa. E’ lì e solo lì che poi gli autori dei vari programmi-monnezza attingono alle future riserve di divi fasulli! Inutile spendere dei soldi per telefonare per poter partecipare a queste trasmissioni (come per il Grande Fratello): questa è solo una altra forma di finanziamento o di copertura assicurativa, perché poi in fondo non so se gli ascolti di questi programmi coprono del tutto le spese. Più proficuo sarebbe invece iscriversi nelle liste delle comparse della Mediaset o della RAI. Una volta avviato il programma, sapientemente lanciato e pubblicizzato dalla rete stessa (come per Elisa di Rovombrosa – dicevano “Grande successo, grande successo” ma alla fine chi lo diceva? o Costanzo o qualche suo collega di qualche altra trasmissione Mediaset. Voi ci credete? Io no. Se vado in un negozio, mi provo un abito e la commessa mi dice che sto bene, io sinceramente non gli credo), il gioco è fatto. La gente, anzi lo spettatore medio-mediocre e senza più volontà, comincia a far propria la vita degli altri (in mancanza di una propria) e comincia così ad “appassionarsi agli eventi”. Viene addirittura a sentirsi coinvolto negli eventi: il pubblico qui che decide, il pubblico lì che decide… chissà poi perché vince, va avanti e così via solo chi a me sembra fosse già stato destinato così fin dall’inizio. Vi svegliate? Li facciamo svegliare questi ignavi della modernità? Queste anime intrappolate in un luogo senza spazio né tempo? Io ci voglio provare e sarò crudele! 
Ecco che piano piano, infimamente, subdolamente il divo è creato! Da qui poi la Mediaset avrà attinto un casting tutto di fama, tutto ben voluto dal pubblico (che vede in questo fasullo “sempliciotto” di turno realizzati i propri sogni di notorietà – in poche parole la legge del “se ci riesce quello più normale e comune di me, anche io potrei”) ed al budget che imporrà lui. Quasi beffardamente poi la gente finisce per preferire questi comuni mortali divizzati senza qualità né positive né negative (se si eccettua la mediocrità più estrema) che nulla sanno fare o esprimere, ai divi di professione, alla gente che comunque prima per arrivare a certe vette ha dovuto faticare. E così bella e riempita di mondezza sarà la vita dei nostri figli se non ci preoccuperemo di preservarli.


Il resto accade perché deve accadere per il rispetto delle leggi di mercato: ecco che quindi Costantino ed Alessandra vengono chiamati in quei locali.. ma questo è quasi normale.


Quello che resta e rimane subnormale, paraencefalico, da lobotomizzazione prenatale, sono quella schiera di ragazzine dallo sguardo vuoto a gridare per un uomo estraneo, comune, se non pure al di sotto della media per il numero di qualità possedute degli uomini veri comuni.

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