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Sugli Assessori-Architetti... O Ingegneri...

In un articolo precedente ho spiegato la mia avversione al fatto di notare sempre più spesso che a ricoprire io ruolo di Assessore ai  lavori pubblici o all'urbanistica vi siano professionisti in evidente conflitto di interessi. Capisco anche che degli specialisti sicuramente siano quanto di più auspicabile.


Tuttavia non mi è difficile notare delle anomalie. Cercando tra i curriculum o le tracce online di questi, spesso si comprende che non siano davvero degli esperti del settore, quanto più persone che sono riuscite a trovare giovamento dalla posizione pubblica ricoperta.
Mi spiego: commesse prevalentemente da enti pubblici locali e prossimi all'area geografica dove si esplica ruolo di pubblico amministratore.

Questa gente sovente guadagna in tal maniera il triplo di professionisti di pari esperienza e maturità che devono invece confrontarsi sul mercato dei privati.

Talvolta si cerca su siti o pubblicazioni di settore, per trovare quel "non so che" che li ha resi "apparentemente" migliori alla fine di carpirne il segreto. Non trovando nulla, si realizza che quel segreto è un qualcosa che poco ha a che fare con il merito.

Io credo che.... Che razza di legislatori abbiamo se si permette a chi ricopre ruoli pubblici di esercitare durante il proprio mandato incarichi che portano a conflitti di interesse?

Nella fattispecie se un architetto o un ingegnere diventa assessore in uno dei settori chiave della propria professione, dovrebbe essere vietato l'accesso ad opere pubbliche durante la gara e nei cinque anni dopo. Almeno per le aree geografiche contigue.

Possono pur sempre lavorare per privati o per il pubblico ma in aree non contigue: se sono così bravi, se la caveranno. 

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