Queste sono le mie considerazioni nel caso in cui l’Italia uscisse dall’Euro.
- L’Italia smetterebbe di dover vendere titoli di Stato per ottenere la moneta Euro da banche private, perché potrebbe produrre la sua lira nelle quantità, tempi e modalità che le occorrono per sopperire alle esigenze interne del paese.
- Questo significa che improvvisamente l’Italia avrebbe a disposizione tutti i soldi possibili da poter far circolare all’interno del paese, ovvero per pagare le pensioni, per pagare le consulenze e le forniture delle strutture pubbliche, per pagare i medici, gli impiegati e tutto l’apparato burocratico italiano, anche per pagare un efficiente Stato di tutela sociale per i più svantaggiati! Quanto benessere ritrovato! (E’ ovvio che più moneta l’Italia produce, più questa rispetto alle monete estere perde di valore, ma vi dirò di seguito).
- Non essendo più obbligata a vendere titoli di Stato per comprare Euro, non sarebbe nemmeno obbligata in futuro a contrarre ulteriore debito per potersi approvvigionare euro. Considerato che attualmente gli interessi pretesi dal mercato per dare Euro all’Italia, sono altissimi, improvvisamente questo meccanismo sarebbe annichilito ed il debito smetterebbe di crescere, ma si stabilizzerebbe.
- Allo stesso tempo si sottrarrebbe a quel meccanismo mefistofelico per cui l’Italia viene considerata “affidabile o meno”, in riferimento al rimborso in euro dei titoli di stato venduti in precedenza e di volta in volta in scadenza. E’ questo meccanismo, infatti, che determina quanto i mercati debbano pretendere di interessi dall’Italia per comprare i Titoli di Stato italiani e corrispondergli Euro (il cosiddetto rating). Dunque, l’Italia potrebbe permettersi di vendere i suoi titoli di Stato, per acquistare valuta straniera con cui pagare – per esempio il petrolio – ad un tasso di interesse onesto!
- A questo punto l’Italia può decidere di rimborsare in lira – valuta nazionale – il debito contratto: potrà decidere di restituirne una parte o addirittura tutto, non dovendo accaparrarsi valuta estera (euro), ma potendo produrre la sua teoricamente all’infinito. Sarà il rapporto tra quanto l’Italia deciderà di restituire e quanto non restituisce ma conserva come debito pubblico a determinare la forza/debolezza della moneta italiana rispetto alle valute estere. Infatti più moneta si produce e più questa perde di valore rispetto alle altre monete estere. Di conseguenza più debito pubblico l’Italia decide di pagare rispetto ai creditori, più la sua valuta svaluterà. E’ ovvio che data la presenza di un debito alto e dunque di una restituzione comunque significativa, la moneta italiana diverrà debole rispetto ad altre tipicamente forti, tra cui l’euro (!).
- Il fatto che la moneta italiana sarà svalutata rispetto ad euro, dollaro, yen ed altre monete, comporterà di fatto nessun cambiamento per gli italiani, finché il nostro territorio avrà la forza mediante il suo apparato produttivo di produrre tutto ciò di cui ha bisogno in termini di prodotti, macchinari, servizi, ecc. Questo significa che mentre i prodotti italiani non avranno oscillazioni di prezzo, ma potranno addirittura diminuire di prezzo per accresciuta dinamicità del mercato, tutto quello che viene dall’estero avrà un’impennata. Al contempo tutti i prodotti italiani diverranno maledettamente convenienti per tutti i partner commerciali esteri. Cosa significa questo?
- Significa che
- L’export (che si traduce in entrate dall’estero) aumenterà, la manodopera ed i servizi italiani diverranno competitivi, le aziende delocalizzeranno in Italia e non fuori dall’Italia. Quindi non chiuderanno più le aziende, ma ne apriranno di nuove. Questa si chiama crescita. Il turismo aumenterà e non diminuirà, perché l’Italia ritornerà un paese in cui è sostenibile per molti fare una vacanza.
- L’import (che si traduce in debito verso l’estero) diminuirà: i prodotti stranieri diverranno costosi, per cui si sarà costretti a rinunciare più frequentemente – ma solo in fase iniziale – ai prodotti provenienti dall’estero, ma tanto li si produce in Italia per la maggior parte, dunque quale problema? Questo significherà una catastrofe per i colossi della grande distribuzione francese e per i discount tedeschi. Ma non temete: apriranno sempre più strutture italiane, capaci di offrire prezzi competitivi della merce italiana. Finalmente il made in Italy non resterà un lusso per gli italiani, ma la norma. E via tutte quelle schifezze che vengono dall’estero e si comprano ora solo perché più convenienti! Non solo: le aziende in Italia, per sopperire ai prodotti che ora arrivano dall’estero, si diversificheranno e così anche un annoso problema sarà magicamente risolto! Certo, i viaggi all’estero in determinati paesi diverranno più esosi, ma tanto chissenefrega di andare a farsi un viaggio in Svezia o Germania. Tanto più che gli italiani non sono certo un popolo di viaggiatori. Chi vorrà viaggiare, dovrà abituarsi a spendere un po’ di più per i primi tempi.
- Gli italiani troveranno convenienza a comprare prodotti italiani: ci sarà una sorta di status quo, dove a competere saranno i vari produttori italiani e non la lotta impari contro prodotti a basso prezzo tedeschi e cinesi. Allo stato attuale delle cose, l’apparato produttivo italiano è ancora il secondo d’Europa, ma occorre evitare che le aziende continuino a chiudere, che le menti ed il know how continui ad andarsene all’estero. Solo finchè l’Italia sarà capace di essere indipendente e di andare avanti per alcuni anni basandosi su quello che produce al suo interno, la situazione potrà volgersi in positivo.
- Certo si può obbiettare che gli stranieri si potrebbero comprare tutto, ma è qui che il legislatore deve intervenire e mettere degli blocchi che impediscono una svendita del paese.
- Se paradossalmente la moneta italiana svalutasse tanto, diverremmo addirittura più competitivi degli ex paesi dell’est, ma persino della Cina. Ed allora hai voglia a copiare il made in Italy. Diverrà di gran lunga più conveniente comprare il made in Italy originario, che potrà permettersi anche di aumentare i prezzi.
- Per fare in modo che funzioni occorrono due presupposti:
- L’Italia deve tenere in piedi il suo apparato produttivo ed impedire la fuga del suo capitale umano
- L’Italia si deve prevalentemente basare per i primi tempi di un’economia prevalentemente interna
Sulla base di questo discorso capirete che:
- è una bugia che se usciamo dall’euro non sarebbero pagate pensioni, stipendi pubblici, ecc.
- è una bugia che se usciamo dall’euro non onoriamo il debito pubblico
- è una cosa che conviene ai paesi come Germania ed Austria non farci diventare competitivi, perchè perderebbero di brutto in esportazioni, che guarda caso sono cresciute in questi paesi da quando è stato introdotto l’euro
- è una cosa che conviene ai mercati internazionali lucrare su un paese che è costretto a pagare sempre più ingenti interessi sui soldi che è costretto a prendere a prestito
Cosa ci conviene fare?
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