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Appunti sulla professione

 Tratto da miei appunti del 2008. Cosa vuole il mercato? Rispetto Ambiente e Sostenibilità Edifici Riuso risorse alternative (energia, acua, ...) Restauro centri storici Salvaguardia ambienti naturali Recupero urbano e funzionalità Infrastrutture Primarie e Secondarie Migliore Aspetto dei luoghi urbani e Sicurezza No Degrado, No Delinquenza Strutture che servano, funzionino bene, producano economia e benessere, sin inseriscano in equilibrio suo contesto No barriere architettoniche Cosa vuole il committente? Salubrità e sicurezza dei luoghi (Feng Shui, Solidità, Antincendio, ...) Funzionalità ed Ottimizzazione Risparmio, costi contenuti e controllati Bisogni e desideri soddisfatti Che il proprio gusto sia rispettato ma guidato Resa estetica eccellente Risolvere problemi di spazio Consiglia i materiali e le aziende migliori ai prezzi migliori Controllo prezzi materiali e manodopera Controllo lavori, coordinamento lavori, selezione e direzione imprese Controllo tempi, costi qualità: p...
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Architettura materna

Questo testo è stato scritto da me all'età di 24 anni, mentre visitavo un museo d'arte nei mesi in cui ho vissuto come Au Pair a Portland, in Oregon (1999). Queste idee vivono ancora intatte nel mio sentire architettura. Per l'immagine, creata di recente, mi sono banalmente ispirata al grembo materno ed a James Turrell. Architettura materna Anche se l'architettura si fa con le linee, si deve fare in modo che ad esso sempre una forte e persistente forza plasmatrice vi sottenda. L'opera deve sempre dare l'idea della mano plasmatrice e modellatrice delle forme che è l'architetto (L'architettura deve esserne una sua figlia). Credo che l'architettura sia il massimo delle espressioni creatrici, sia il sentimento materno. I colori hanno un'importanza fondamentale, essi ne sono parte integrante, e non soltanto come caratteristica dei diversi materiali che si compongono, ma come colore in se stesso, materia in se stessa, struttura che si compone alle altr...

In Architettura

Pubblico parte del mio pensiero sull'architettura. Risale al 1999. Mi stupisco come certe idee siano così profondamente radicate nel mio essere, da restare quasi immutate nel tempo. (NB: l'immagine è stata creata di recente, ispirandomi ai lavori di James Turrell). In Architettura. Bisogna rompere la forma (rettangolare) della cornice, così nel suolo l'Architettura deve penetrare e rompere.... L'architettura deve dare una forma consistente, chiara allo spazio, come in quei dipinti espressionisti cove il contorno, la linea è chiara, evidente, di consistenza quasi fisica che da forma... L'architettura si deve decomporre in diverse parti che pur restano legate tra loro in un che armonioso. L'architettura deve rinnovarsi in se stessa di continuo, deve essere scoperta in un nuovo modo ad una nuova fruizione, come il gioco di un labirinto...  L'architettura deve usare e sperimentare materiali inaspettati... sperimentare nuove combinazioni tra la struttura (sfondo)...

Se l‘Italia uscisse dall‘euro, considerazioni di una comune cittadina

Queste sono le mie considerazioni nel caso in cui l’Italia uscisse dall’Euro. L’Italia smetterebbe di dover vendere titoli di Stato per ottenere la moneta Euro da banche private, perché potrebbe produrre la sua lira nelle quantità, tempi e modalità che le occorrono per sopperire alle esigenze interne del paese. Questo significa che improvvisamente l’Italia avrebbe a disposizione tutti i soldi possibili da poter far circolare all’interno del paese, ovvero per pagare le pensioni, per pagare le consulenze e le forniture delle strutture pubbliche, per pagare i medici, gli impiegati e tutto l’apparato burocratico italiano, anche per pagare un efficiente Stato di tutela sociale per i più svantaggiati! Quanto benessere ritrovato! (E’ ovvio che più moneta l’Italia produce, più questa rispetto alle monete estere perde di valore, ma vi dirò di seguito). Non essendo più obbligata a vendere titoli di Stato per comprare Euro, non sarebbe nemmeno obbligata in futuro a contrarre ulteriore debito per...

Sul lavoro, il salario minimo e la Costituzione

Mi sono imbattuta per caso in alcuni articoli della Costituzione italiana e la mia attenzione si è soffermata in particolare sull'art. 36: "Il    lavoratore    ha    diritto    ad una retribuzione proporzionata alla quantita'    e    qualita'    del    suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad  assicurare a se' e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.   La    durata    massima    della    giornata    lavorativa e' stabilita dalla  legge.    Il    lavoratore    ha    diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non puo' rinunziarvi." Rifletto. Già così ci sarebbero gli estremi per dichiarare illegali moltissimi rapporti lavorativi. Parlo di tutti coloro che guadagnano al di sotto dei valori stabiliti in Europa per la soglia minima di sopravvivenza (che a fronte della recente inflazi...

La regola dei due mandati e l'idea del turnover nella rappresentanza politica

In questi giorni si è sentito molto discutere della regola dei due mandati in riferimento alle vicissitudini del M5S. Si è discusso a lungo, per la verità soprattutto sui giornali di sistema, della possibilità che il movimento rinunciasse a questa regola fondante per diventare un partito sottomesso alla logica del "politico di professione", che ad un certo punto perde il contatto con la realtà e la società per giocare una partita fatta di strategie, alleanze e parole gettate al vento. Una partita di Risiko, insomma, sulle nostre spalle. Intendo spiegare qui, perchè sono d'accordo con questa regola che però andrebbe rivista, organizzata ed articolata per essere sottratta ad una pericolosa casualità che ha determinato poi all'avvicinarsi della scadenza del secondo mandato,  l'esodo di numerosi Parlamentari del M5S (molti ora ex, molti invece non ex perchè ancora con un ulteriore jolly da giocarsi...) verso lidi più felici, capaci di garantire a costoro una ulteriore...

La paura ed il dibattito politico: per una società migliore

Voglio pubblicare un passaggio significativo dell'ultimo libro scritto da Sahra Wagenknecht. Vi invito a leggerlo tutti. "Quarant'anni di liberismo economico, di smantellamento dello Stato sociale e di globalizzazione hanno spaccato a tal punto le società occidentali che la vita reale di molti si muove oramai soltanto nella bolla in cui è situata la propria classe. La nostra società, apparentemente aperta, in realtà è piena di muri. Muri sociali che, rispetto al secolo passato rendono molto più difficile per i figli delle famiglie più disagiate l'accesso all'istruzione, l'ascesa sociale e il raggiungimento del benessere. E anche muri di indifferenza, che proteggono chi non conosce altro che una vita nell'abbondanza da chi sarebbe felice se solo potesse vivere senza la paura del domani. (...) E che la paura sia in grado di irrigidire il clima delle discussioni ce l'ha dimostrato lo scontro sulla politica da adottare per contrastare la pandemia. (....) I ...