E vai.. oggi ho la vena dello scrittore…
Avevo promesso di scrivere della mia avventura domenicale Ikea ed eccomi qui a mantenere la promessa.
Allora. E’ da due anni che senza scherzare aspettiamo l’Ikea a Napoli. A dire il vero solo io, mia madre e mio fratello. Ero appena rientrata dalla Germania (dall’ultimo mio soggiorno nella terra dei Crucchi) e lessi da qualche parte che l’Ikea non solo era approdata anche in Italia, ma che presto lo sarebbe stata anche a Napoli. Devo aver letto male qualcosa perché ero convinta sarebbe dovuto accadere già l’anno scorso. Cmq non ci sono stata a Napoli, quindi poco importava.
A fine gennaio rientro e voglio sistemarmi la stanza, ancora rimasta per metà in allestimento (ok: ero tornata a fine luglio 2002 dalla Germania, a febbraio 2003 cambiammo casa ed ad aprile 2003 ho iniziato prima ad intermittenza poi in modo stabile l’avventura Egitto).
Andiamo all’Ikea. A Roma? Sei scema? Come a Roma? Eh sì, apre a giugno! Non ha ancora aperto? Ma comeeeeeeeeeeeee???
Maggio 2004. Uè l’Ikea ora apre per davvero. Il 3 giugno voglio stare lì. Il primo giugno parto. Vado a Modena. Appuntamento con l’Ikea napoletana rimandato. Torno a casa. Voglio andare all’Ikea. Mamma: quando ci andate voglio venire anche io. Lo sapete quanto sono patita per questo tipo di negozi tipo Cross.
E tipo Nunu Nana e Xenos…
Ok. Andiamo di domenica perché quel giorno devo fare questo, quell’altro, quest’altro e bla bla. Dico sei mattaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa??? All’Ikea di domenica? Ti rendi conto?
Mah, ci proviamo tanto mica è detto che i napoletani abbiano colto…
Domenica scorsa: caxxo se hanno colto!!! Tutti, dico proprio tutti quelli che non sono andati al mare (tra cui la sottoscritta che per la sbornia serale precedente non è riuscita a raggiungere una sua amica a Procida!) erano all’Ikea!
Crisi di claustrofobia. Volevo scappare.. già nel parcheggio. Ma come si fa? C’è traffico ovunque. I miei che già si stanno agitando per le mie lagne. Lo sapevo. Mannaggia a me e che vi seguo in questi convenzionalismi assurdi!!! Ho torturato mia madre: ma sempre e solo tu devi fare le cose come la massa, vero? Arghhhhhhhh, sto maleee, voglio andareee.. guarda in giro…..non ce la faccio… mi viene da pestare tutti quelli che mi capitano a tiroooooo.. non vedo nulla…. Non capite nulla… e già, mia figlia conosce dell’ikea dal 98.. ehehe.. a casa siamo stati i primi a sapere dell’ikea…. Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!! ma che caxxo di discorsi siamo capaci di fare??? Tra l’altro diametralmente opposti!!!
Bon.. mi sono rassegnata.. tranquillizzata… sono vecchietti i miei.. e vedere quello sguardo orgoglioso di mio padre quando è entrato all’Ikea ed ha realizzato che anche qui a poco alla volta arrivano i "segni" del mondo moderno (come quello che sognava da ragazzetto pensando alle sfumate Berlino, Sidney e Toronto) mi sono intenerita.. e facciamo la brava!!! (vi giuro che fino al kazziatone di appena qualche anno fa, si usava ancora.. e la nonnina ancora lo usa… Dani fa la brava con la mamma, per favore a nonna… Zucculella di nonna tua!!!)
Un giro veloce perché cmq noi all’Ikea ci siamo arrivati poco prima della chiusura.. ma quando si va da qualche parte con mia madre è prassi questo.. una volta anche ad un matrimonio mi pare.. tante cose da comprare e poi la realizzazione della fila da compiere. Gulp.. nono, mamma.. grazie del pensiero, del tuo volermi ripagare, ma qui non compriamo nulla. C’è una fila da suicidio.. io aborro le file.. faccio di tutto per evitarmele.. anche la fame se necessario… è la cosa peggiore che esiste assieme all’aspettare con le mani in mano.. infatti se aspetto sono sempre attrezzata…
Usciamo e papà nel frattempo aveva fatto acquisti di per suo. Per lo più roba da mangiare (ci sono anche negozi alimentari e ristoranti nell'Ikea napoletana.. un piano di Show room ed un piano di mercato... 32mila mq, eheheh!!!). E’ goloso lui.. ed io da lui avrò preso se mangio solo per il gusto di assaggiare, di soddisfare il palato…
Busta blu o busta gialla? Non l’avevo notato. Ho solo notato che papà aveva la busta blu degli acquisti dell’Ikea e la “dimenticata” matita… altro kazziatone per la matita dimenticata. Ma sei fuori? Ma quante matite dovranno comprare quelli dell’Ikea? Poi ci dicono i soliti napoletani.. già vedo gli articoli scritti sui giornali svedesi… ed i miei vecchi amici svedesi che quando li leggeranno penseranno a me.. Ma io che cavolo ho fatto per essere sempre vittima di pregiudizi veri, ma dai quali io sono diametralmente lontana migliaia di anni luce?????arghhhhhhhh!!!
Qui finisco e qui noto ad un metro e mezzo da noi un’elegante signorina… ne aveva dieci di matite in mano!!! Altro che dimenticanza!!! Volevo piangere.. sono ammutolita nel dispiacere di aver kazziato quel povero innocente padre…
Torno a casa noto la busta blu.. stava per partire un’altra kazziata ma stavolta mi sono limitata ad un biasimo silenzioso dentro di me…
Accade che ci ritorno mercoledì con un amico. A lui spiego dell’albero-totem della Midsommerfete.. gli racconto dei miei ricordi di quella festa organizzata una volta dagli amici svedesi ad Aachen.. proprio il giorno prima ne avevo rivisto le foto…
Giriamo per la mega Ikea più serenamente e decidiamo quindi questa volta di fare acquisti. Arrivo alla cassa e noto che.. noto che… la busta gialla era in distribuzione per gli acquisti all’interno dell’Ikea. Quella si doveva restituire. Ma alle casse c’erano le blu: “Ti è piaciuta la busta gialla dell’Ikea? Per 1 € puoi averne una blu uguale”… insomma papà l’aveva comprata.. ed anche se solo dentro di me, si era beccato di nuovo una kazziata gratuita da una figlia “tutta speciale”…
Ma se sti racconti vi fanno schifo, me lo scrivete pliiiizzzzzzzz???
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