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Sui lavori dequalificati, sul lavoro che non si ruba e sulla disperazione del Sud

Questa è una risposta pubblicata altrove in merito alla questione che il lavoro in Italia c’è, è in esubero e la diceria “che gli immigrati rubano il lavoro” è una cavolata. Vediamo.

Vorrei chiarire alcuni punti. Come forse qualcuno sa io sono di Napoli. Aggiungo che gli ultimi mesi li ho vissuti ad Imola, una pseudo-provincia a sè stante ricca di lavoro, specie cosiddetti "dequalificati".

In quanto cittadina napoletana so bene che trovare un lavoro a Napoli è difficile, se poi ci aggiungiamo pretese di stipendio equo, esperienza lavorativa costruttiva, ed orari di lavoro umani, chiediamo qualcosa molto vicino all'Utopia da queste parti. Ho decine di amiche che si sono laureate in architettura come me, che sono oramai anni che lavorano gratis per quello o quel talaltro, pur di carpire i segreti della professione ed accontentandosi di ricompense, una tantum. Sto parlando di una professione dove il tirocinio non esiste. La professioni di architetto è un esempio.. quelle laureate in lettere, lingue e via dicendo hanno sorti anche più dure.

Se scendiamo ai livelli dei diplomati la situazione è tragica, tanto più che oramai sono anni che sia laureati, sia diplomati frequentano master, corsi di formazione, corsi di qualifica, corsi di lingue, di informatica e chi più ne ha più ne metta, nella speranza di riuscire a trovare "il posto", ovvero un lavoro retribuito.

Se scendiamo ancora di più a livello di istruzione, cioè ai livelli che negli articoli precedenti vengono chiamati "dequalificati" anche lì la situazione è disperata, non a caso in una trasmissione recente intervistarono una sentinella della camorra, che spiegava bene bene alcune cose.
Come studentessa universitaria negli anni addietro ho sempre cercato di lavorare e mi è sempre capitato di trovare qualche cosetta dopo una lunghissima ricerca, di guadagnare davvero poco poco, di essere ovviamente a nero e di aver dovuto anche per un periodo lavorare senza emolumento. I lavori che cercavo? barista o cameriera per locali, volantinaggio, hostess per fiere e congressi e via dicendo.. insomma i classici lavori degli studenti. Le retribuzioni? mentre in Umbria, per esempio, un mio amico riusciva all'epoca a guadagnare 100mila lire per un banchetto, io ne racimolavo per un banchetto anche più lungo esattamente la metà!

Vi racconto ancora un episodio per farvi capire anche come le imprese del nord Italia vengono ad arricchirsi al Sud e non ad investire…

Qualche anno fa, di rientro da uno dei miei soggiorni all'estero, decisi di fare ciò che facevo sempre fuori - cioè lavorare e studiare - anche a Napoli. Cercando cercando, riuscii a trovare una compagnia che aveva il suo call-center nel centro di Napoli. Sorvolando sui colloqui a TRE e sul fatto che li superai per fino per eccesso di titoli – che pretese! Chiedevano la conoscenza delle lingue per esempio per un lavoro che richiedeva un contatto telefonico esclusivo con italiani - lo stipendio dei telefonisti era di 5mila e qualcosaltro lorde, vale a dire (da come calcolarono LORO!) scarse 4mila lire all'ora nette e parlo di 4/5 anni fa. A queste andavano aggiungendosi dei piccoli incentivi nel caso in cui si riuscisse a convincere qualche interlocutore telefonico a recarsi ad un appuntamento presso un istituto di lingua. Si trattava infatti di una società VERONESE che ha pensato sì bene di investire a Napoli, ma che ha pensato anche di cogliere al volo la disperazione lavorativa della mia città. Non a caso le due ragazze che fecero il colloquio con me, una era in netto svantaggio per il fatto di non essere un granchè istruita (cavoletti però, era un semplice lavoro di telefonista, ma su un mercato dove c'è una concorrenza agguerrita, quello è il primo fattore di selezione/deselezione), l'altra pregava e sperava ardentemente di essere convocata, a poco valeva le facessi osservare si trattasse di trattamento da fame oltre che offensivo.
Io fui convocata e rifiutai (tra l'altro anche mio padre mi disse: "stai fuori - di testa - se accetti un lavoro del genere!").

L'episodio si può credere isolato se non fosse che una mia amica mi indicò ancora ed ancora altre volte, società simili e se non fosse che la stessa ragazza di mio fratello (un esame alla laurea in lettere e vari titoli nel settore informatico!) qualche mese fa ancora faceva uno di questi lavori per sempre i soliti scarsi 3 euro l'ora!!!

Allora se si analizza la singola regione, il discorso degli articoli di cui sopra vale, ma secondo voi come mi posso sentire a vedere che alla stazione di bologna perfino per le Ferrovie dello Stato ci sono extracomunitari, laddove so benissimo che qualsiasi ragazzo napoletano darebbe la vita se potesse avere un lavoro del genere???

Non solo, mi è capitato di trovare impiegati, insegnanti e tanti altri lavori non definibili sicuramente come "dequalificati" che sono svolti da cittadini extracomunitari.. ed intanto al sud ce la ressa per il posto di lavoro.. e la corsa ai titoli..

Sicuramente gli extracomunitari non rubano un bel fico secco : infatti dal sud sono in pochi a volersi spostare, quella che si adduce in genere come motivazione è “per cattiva volontà”, per mancanza di volontà di adeguamento a nuovi ambienti.

Sinceramente tutti i giovani e meno giovani di località da Roma in giù che si spostano in località da Roma in su, trovano enormi difficoltà di inserimento. C'è una mia amica di Roma che si è trasferita a Modena per amore, lavora lì da due anni e non è riuscita a costruirsi una vita societaria normale. Anche lei come me ha vissuto all'estero e sicuro di lei, NESSUNO può dire che è asociale, anzi! in genere è una persona che tende ad aggregare gli altri.. eppure lì è maledettamente sola...
a me è andata un tantino meglio, per il fatto che il mio ragazzo è un pò più "mondano" e per essere stata fortunata ad aver trovato già sul lavoro delle colleghe molto amichevoli. Ma il mio ragazzo (mezzo emiliano e mezzo sardo) mi ha detto lui per primo che mi è andata di lusso, che situazioni così in genere sono rare se non uniche!

C'è un altro amico che vive a Milano: mi stupii a vedere come in realtà le sue uniche amicizie durature erano quelle con altri amici napoletani trasferitisi lì con lui.. e così via dicendo. Di esempi ne posso portare a palate.

E' difficile, una violenza quasi dover ambientarsi altrove, specie in regioni tradizionalmente più chiuse (ed io e la mia amica che sta a Modena abbiamo trovato di gran lunga, cioè niente problemi, ad inserirci anche in paesi come la Germania!). Ma è difficile anche perchè ci si ritrova soli (tra l'altro io a Napoli quasi non ho manco più un amico che ci vive.. tutti disseminati tra il resto d'Italia e l'estero.. alcuni che si sono spostati per scelta, altri per lavoro...) nelle città di origine e nelle città ospite... siamo una società altamente svantaggiata noi che stiamo nel SUD dell'Italia...

Cmq da considerare anche un altro fattore per cui alla fine proprio i lavori meno qualificati sono ricoperti da altri italiani. Se un italiano accetta un lavoro dequalificato, vuol dire che fondamentalmente la sua famiglia non ha avuto la forza economica di fargli apprendere altro. Questo significa che come può mai sponsorizzare l'affitto di una casa?
Lo sapete che ad Imola e dintorni (per citarvene una) arrivano a chiedere anche sei mesi di cauzione? Facendo quattro conti, per una monocamera occorrono oltre tremila euro, un gruzzolo per poter campare da soli per almeno un mese, i soldi per gli spostamenti, quelli per un mezzo di locomozione (con relative spese) perché al nord è molto più necessario che non al sud ed infine quelli per le varie spese domestiche. E' verosimile che per spostarsi per andare a lavorare dal Sud al Nord ci vuole un investimento iniziale di minimo 5mila euro... quante famiglie meridionali che non hanno avuto nemmeno i soldi per far studiare un minimo i figli (leggi scuole superiori) possono fare allegramente questo investimento???????????????? ad Imola e dintorni l'affitto all'emigrato (vuoi italiano, vuoi extracomunitario) è diventato un vero e proprio business, tanto è vero che si costruisce come in nessun altra regione d'Italia...

Allora c'è da riflettere. Io pensavo: ma perchè cavolo non investono al Sud? perchè cavolo si accontentano di trovarsi in difficoltà senza manodopera e non vanno dove la manodopera c'è?
chi lo sa.. queste sono domande a cui dovrebbero rispondere altri...

Allo stesso tempo: se vogliono favorire lo spostamento dei giovani del sud al nord, perchè non creano tutte le situazioni favorevoli al contorno? è facile dire “ti assumo” (e per un meridionale già sembra di aver trovato l'america) e poi il resto? la casa? gli spostamenti? le spese?

Gli immigrati riescono per i primi tempi a soccombere a situazioni di alloggio ben differenti da quelle a cui siamo abituati noi italiani, al nord ed al sud. Non è una buona motivazione perchè vivano in catapecchie.. ma l'italiano che vuole vivere in una catapecchia, come deve fare? non gliela danno. Chi gliela darebbe rischierebbe di mettersi in guai più grossi e seri con la legge che se la da ad un immigrato...

Ecco perché apparentemente gli immigrati non rubano il lavoro agli italiani: perché il lavoro c’è ed in esubero dove non ci dovrebbe essere, mentre manca laddove dovrebbe esserci.

Alla fine voglio dire: se le imprese investissero al sud, hai voglia e quanta gente che si accontenta dei cosiddetti lavori “dequalificati” c’è!!!

Che analizzassero un po’ meglio le situazioni al contorno certi giornali!
Riferimenti
Estratti degli articoli

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