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L’urlo di dolore degli animali al Cielo. L’ecatombe terrena degli animali. Di Edgar Meyer e Stefano Apuzzo

L’urlo di dolore degli animali al Cielo. L’ecatombe terrena degli animali. Di Edgar Meyer e Stefano Apuzzo 

La macellazione:

10 miliardi di animali (pesci esclusi!) in un anno nel mondo 625 milioni circa in Italia. Di questi 600 milioni di conigli, polli ed altri volatili, 5 milioni e mezzo di agnelli, 3 milioni e mezzo di manzi, 2 milioni di conigli, 1 milione e mezzo di vitelli, 2 milioni e mezzo di pecore e capretti, 500.000 di equini, 12.570.535 suini.

Da questi conti sono esclusi animali “minori”, il cui numero è impressionante. Basti pensare, ad esempio, ai 100 milioni di rane uccise ogni anno in India per esportazione a fini alimentari e alle 5000 tonnellate di chiocciole che vengono bollite vive annualmente in Italia. Ogni statunitense divora mediamente, nell’arco della sua vita, 14 bovini, 23 suini, 45 tacchini e 1100 polli.

Non è possibile fornire un dato preciso per ciò che riguarda i milioni di esemplari di cani che vengono uccisi per l’alimentazione umana nei paesi asiatici, tra cui la Cina, il Viet-nam, la Corea e le Filippine. Nelle Filippine, come testimoniano i filmati e le foto di denuncia di “Amo gli Animali” e di “Gaia”, i cani randagi vengono catturati per strada, viene loro immobilizzato il muso in una lattina di metallo e vengono legate le zampe dietro la schiena. I cani vengono venduti in queste condizioni nei mercati cittadini e vengono bolliti vivi perché così “la carne risulta più tenera”.

Alcuni anni fa il governo cinese ha ordinato ai suoi sudditi di ammazzare tutti i cani, randagi e di proprietà per “non sprecare risorse alimentari destinate all’uomo” (è questa l’economia di mercato del colosso asiatico?)


La vivisezione:

Le fonti antivivisezionistiche valutano in centinaia di milioni, ogni anno, le cavie da laboratorio sacrificate alla vivisezione in tutto il mondo (in Italia sarebbero 3,5 milioni all’anno). Solo un numero limitato di paesi, tuttavia, fornisce i dati ufficiali. Le cifre “ufficiali” sono pertanto queste (riferite al 1997)

Francia 3.645.700
Germania (solo parte Ovest) 2.402.700
Gran Bretagna 3.242.500
Irlanda 14.700
Olanda 950.000
Svizzera 1.064.000
Italia 1.130.536
Cina 3.000.000
Giappone 8.200.000



Secondo i dati forniti dall’Unione Europea sono 30.000 gli animali usati ogni anno in Europa per i test di tossicità dei cosmetici.

In Italia il dato totale degli animali vittime di esperimenti si divide come segue:

356.000 topi, 688.145 ratti, 31.564 cavie, 31.004 conigli, 897 cani, 263 gatti, 1.708 suini, 583 scimmie, 6.761 uccelli, 910 rettili, 1.725 anfibi, 3.645 pesci.

Tanto per valutare l’attendibilità di questi dati “ufficiali”: secondo la JAVA (Japan Anti-Vivisection Association), solo i mammiferi utilizzati ogni anno nei laboratori giapponesi sono circa 20.000.000.

E ancora: secondo il Consiglio d’Europa, i dati forniti dal governo italiano “sono incompleti, mentre le stesse tabelle statistiche sono difformi da quelle ufficiali”.



La guerra:

Nel 1990 il Comitato americano dei Medici per la Medicina responsabile ha denunciato il sacrificio

di oltre 500.000 animali all’anno per scopi militari.

Nel 1991, durante la guerra del Golfo, migliaia di galline (e anche qualche pappagallo) sono state rinchiuse in gabbie e portate in prima linea per segnalare, morendo, la presenza di gas tossici. Viste le differenze fisiologiche tra l’uomo e gli altri animali, molti militari hanno però contestato questo metodo inaffidabile, richiedendo invece l’uso dei laboratori mobili Fox, costruiti in Germania.

E in Italia? Nel 1986, di fronte ad un’interrogazione parlamentare in proposito, l’allora ministro della Difesa Giovanni Spadolini rispose che le sperimentazioni militari con sacrificio di animali “sono indispensabili”. Spadolini precisò che “gli animali utilizzati sono nell’ordine di qualche centinaio ogni anno”. Gli animali vengono utilizzati dai Ministeri della Difesa e dalle industrie belliche di mezzo mondo per testare proiettili, bombe, armi ed i loro effetti devastanti.



L’abbandono:

I cani abbandonati ogni anno in Italia sono circa 150.000, 220.000 i cani randagi, 600.000 i cani

vaganti, ovvero che hanno un padrone ma che vengono lasciati vagare, specie in campagna (sono in

genere i cani di casolari, cascine, masserie), 80.000 i cani rinselvatichiti. La vita randagia è quasi

sempre fatale ai cani, la maggior parte di quelli che non vengono accalappiati e destinati spesso alla

reclusione a vita nei canili, resta vittima di investimenti, rapimento per le lotte tra cani e laboratori

di vivisezione o crudeltà di teppisti. E’ utile ricordare che, secondo fonti dell’Anas, sono 45.000 gli

incidenti d’auto causati negli ultimi 10 anni dal vagare di cani abbandonati sulle strade. Incidenti

che hanno provocato 4.000 feriti umani e 200 morti.

Ai cani ed ai gatti, consuete vittime degli abbandoni estivi si devono aggiungere da qualche anno

anche molti altri animali “domestici” acquistati nei negozi e di cui le famiglie italiane si disfano:

cincillà, tartarughine, nutrie, criceti, furetti e scoiattoli. Gli animali non autoctoni, una volta liberati,

in molti casi si riproducono a dismisura creando gravi conseguenze alla fauna del luogo. Si pensi

che in Italia ogni anno vengono abbandonate in fiumi, stagni e laghetti circa 20.000 tartarughine

85americane dalle guance rosse, le Pseudemys scripta elegans, che crescono anche fino a mezzo metro

di grandezza.



La mafia: i combattimenti tra cani con scommesse clandestine:

Il giro di scommesse in Italia



1.000 miliardi l’anno

Gli esemplari morti



5.000 ogni anno

Le puntate



da 500 mila lire a 10 milioni

Il guadagno dei proprietari



tra gli 80 e i 100 milioni a combattimento



Le arene delle lotte negli ultimi anni dal Piemonte

alla Sicilia, dalla Campania alla Lombardia,

sono state scoperte decine di «arene»



La caccia:

In Italia i cacciatori sono poco meno di un milione. Se questo esercito si dispiegasse tutto insieme

sull’intero territorio nazionale, comprese città, periferie, laghi, fiumi e montagne, ogni chilometro

quadrato ne ospiterebbe sei. E’ la densità più alta d’Europa. In Olanda e in Belgio ci sono 1,4

cacciatori per chilometro quadrato, in Germania 1,3, in Lussemburgo 1,2 e il valore medio dei paesi

della CEE (Italia sclusa) è di 2.

Solo gli ucceli migratori massacrati ogni anno dai cacciatori italiani assommano a 150 milioni (80

milioni in Francia, 50 in Spagna, “ e mezzo in Germania, 1 milione in Danimarca). Esclusi gli

uccelli migratori, il totale degli animali uccisi ogni anno in Italia raggiunge i 300 milioni di capi!

A una lunghezza media di 15 cm ciascuno, stendendoli in fila per terra si coprirebbe un percorso di

22.500 km (camminando 24 ore su 24, occorrerebbero più di sei mesi per giungere al fondo!).



Le corride:

Arene nel mondo: 450

Paesi che praticano la corrida: Spagna, Messico, Venezuela, Perù, Colombia, Ecuador,

Bolivia, Francia meridionale, Portogallo

Corride spagnole in un anno: 1000

Tori uccisi nelle corride spagnole in un anno: 4500

Cavalli morti durante le coride in un anno: 200



Le feste popolari a scapito di animali

Sagre paesane, feste popolari e religiose si tengono in moltissimi comuni d’Italia e, in molti casi a

farne le spese sono gli animali. Segue un elenco non esaustivo dei luoghi dove si svolgono queste

“feste”, nel corso delle quali vengono maltrattati, torturati o uccisi degli animali:

Asini: Abano Terme (Padova) – Alba (Cuneo) – Alfero (Forlì) – Asti – Borgomanero (Novara) –

Caliano (Avellino) – Fagagna (Udine) – La Tonda (Viterbo) – Marano Ticino (Novara) – Mezzana

Bigli (Pavia) – Moncalvo (Asti) – Montemignaio (Arezzo) – Mornese (Alessandria) – Palo del

Colle (Bari) – Parma – Ponzano Monferrato (Alessandria) – Querceta (Lucca) – Torrita di Siena

(Siena) – Trebisacce (Cosenza) – Vallinfreda (Roma) – Venafro (Isernia)

Buoi, vacche e vitelli: Aosta – Asigliano Vercellese (Vercelli) – Calatabiano (Catania) – Caresana

(Vercelli) – Chieuti (Foggia) – Guasila (Cagliari) – Issime (Aosta) – Loreto Aprutino (Pescara) –

Mirabella Eclano (Avellino) – Oriolo Romano (Viterbo) – San Martino in Pensilis (Campobasso) -

Tarquinia (Viterbo) – Ururi (Campobasso)

Cani: Brunico (Bolzano)

Capre: Revigliasco d’Asti (Asti)

86Cavalli: Acqui Terme (Alessandria) – Bagnoregio (Viterbo) – Buti (Pisa) – Calatabiano (Catania) –

Castiglion Fiorentino (Arezzo) – Collepasso (Lecce) – Cutrofiano (Lecce) – Ferrara – Ferroce

(Asti) – Fonni (Nuoro) – Impruneta (Firenze) – Legnano (Milano) – Merano (Bolzano) –

Montenero Valcocchiara (Isernia) – Orgosolo (Nuoro) – Oria (Brindisi) – Oristano – Orvieto Scalo

(Terni) – Ovodda (Nuoro) – Ponte Nossa (Bergamo) – Ronciglione (Viterbo) – Sarteano (Siena) –

Sassari – Sedilo (Oristano) – Siena – Trebisacce (Cosenza) – Velletri (Roma) – Verduno (Cuneo)

Galli e galline: Pagani (Salerno) – Roccavivara (Campobasso)

Maiali: Cilavegna (Pavia) – Noceto (Parma) – Trequanda (Siena) – Vallinfreda (Roma)

Oche: Lacciarella (Milano) – Tossignano (Bologna)

Pecore:Senales(Bolzano)

Rane: Fermignano (Pesaro) – Teramo

Serpenti: Cocullo (L’Aquila) – Pretoro (Chieti)

(Attenzione: per fortuna, alcune amministrazioni comunali si rendono conto di quanto certe

manifestazioni possano nuocere all’immagine della loro città ed alcune delle sagre citate potrebbero

essere state abolite).



Le pellicce:

Ogni anno vengono uccisi, per prelevarne la pelliccia, dai 15 ai 20 milioni di mammiferi selvaggi,

la maggior parte catturati con tagliole.

Per fare una pelliccia occorrono:

Animale Numero di pelli Animale Numero di pelli

agnello broadtail 30-45 lupo 3-5

agnello karakul 18-26 martora 40-50

bob-cat 15-20 moffetta 60-70

castoro 16-20 nutria 25-35

cavallino 6-8 ocelotto 12-18

cincillà 130-200 opossum 30-45

coyote 12-16 procione 20-35

criceto 120-160 puzzola 50-70

ermellino 180-240 scoiattolo 120-200

fishe 18-25 tasso 10-12

foca (cucciolo) 5-8 topo muschiato 60-110

gatto 20-30 visone 30-50

ghiottone 5-7 volpe 10-20

lince 8-18 wallaby 20-30

lontra 10-20 zibellino 50-80

Nel 1988 le autorità giapponesi confiscarono ben 120.000 pelli di caimano illegalmente importate

dal Brasile.

Oltre ai 15-20 milioni di animali selvaggi (ma sii parla di 30 milioni), vengono ogni anno

sterminati, per le loro pellicce, circa 160 milioni d’animali d’allevamento, fra cui quasi 40 milioni

di visoni. Circa 2 milioni di cani e gatti randagi ogni anno vengono accalappiati nei paesi asiatici

(Cina e Filippine primi tra tutti), scuoiati vivi e la loro pelliccia utilizzata per rivestire giocattoli o

per rifiniture e dettagli dell’industria della pelletteria e dell’abbigliamento italiana ed europea. La

denuncia è contenuta in filmati e foto divulgate da “Gaia” e da “Amo gli Animali” a marzo del 2000



La pesca:

Ogni anno, nelle reti a strascico (illegalmente lunghe anche 12,5 chilometri), muoiono intrappolati

almeno 8000 delfini. E non solo loro, bensì altre 90 specie di abitanti del mare (tartarughe

comprese), i due terzi dei quali vengono ributtati in acqua, ormai morti, perché non utilizzabili.

Le Nazioni Unite, nel dicembre del 1991, avevano messo al bando (risoluzione ONU 46/215) le

spadare e tutte le altre reti d’altura e la moratoria è stata approvata anche dalla CEE. Ma le 600

87spadare italiane hanno continuato imperterrite la loro attività. Anche per le balene è stata decisa una

moratoria sin dal 1986, ma con scuse varie il solo Giappone, da allora, ne ha sterminate almeno

16.000.

In questo secolo abbiamo arpionato più di un milione e mezzo di balene, distruggendo 486.000

balenottere azzurre su una popolazione mondiale di 500.000.

E gli squali? Ne vengono uccisi 100 milioni all’anno, soprattutto per la carne delle pinne con cui i

cinesi fanno una zuppa di cui molti sono ghiotti. Il resto del corpo è talmente di scarso valore

commerciale che parecchi pescherecci seguono una pratica denominata finning: catturano i

pescecani, li mutilano delle pinne e li rigettano in mare, dove li attende una morte lenta e assurda.

Nel 1988, solo negli Stati Uniti sono state importate quasi 6000 tonnellate di pinne di squalo.

Ogni anno, in Italia, vengono pescati circa 3 milioni di pesci, 1 milione di molluschi e mezzo

milione di crostacei. In tutto il mondo, vengono pescati circa 80 milioni di tonnellate di pesce, di cui

un terzo è utilizzato per la produzione di mangimi e fertilizzanti.





Traffico di animali esotici:

Catture e importazioni clandestine coinvolgono, tra gli altri, 10 milioni di rettili, 3 milioni di uccelli

rari e 40.000 scimmie protette. Il traffico di animali esotici, aggirando le normative CITES, serve

spesso per rifornire zoo, centri di ricerche, circhi ed acquirenti privati.

Il viaggio è quasi sempre un’ecatombe. In una spedizione di 5000 rondini di Giava, all’arrivo

all’aeroporto di Londra ne furono trovate morte 1000. Nello stesso aeroporto vennero rinvenuti,

deceduti per soffocamento, 300 scoiattoli e 200 cardellini. Per riuscire ad ammassare oltre 50

fenicotteri rosa in gabbie che ne potrebbero contenere al massimo 20, li si costringe a piegare le

lunghe gambe sottili verso il ventre e ad incassare il volto tra le ali. Quasi la metà non vedrà mai il

luogo di destinazione. Così come solo 1 o 2 cuccioli di scimpanzé su 10 (catturati spesso dopo

averne ucciso la madre) soppravvivono al viaggio. Ma le quotazioni astronomiche (come i 150-200

milioni di lire per i gorilla e i 15-20 milioni di scimpanzé) giustificano l’operazione commerciale.

Per quanto concerne gli uccelli, risulta che ogni anno circa 350 milioni di esemplari finiscano in

USA, Giappone e paesi della CEE (Germania in testa). Un traffico che ha portato a una diminuzione

del 75% dei pappagalli del Sudamerica, venduti a collezionisti europei anche a cifre da capogiro:

20.000 dollari per una coppia.

Il traffico di animali esotici

Maggiori importatori: Paesi Arabi, Stati Uniti, Francia, Spagna, Belgio, Italia, Grecia.

Maggiori esportatori di scimmie: Brasile, Zaire, Uganda, Kenia, India, Vietnam, Indonesia.

Maggiori paesi di transito: Messico, Spagna, Francia, Belgio, Italia, Grecia, Arabia Saudita,

Thailandia, Taiwan, Singapore.

Rettili: tartarughe: in Inghilterra, ogni anno, vengono importate circa 250.000 tartarughe greche.

Poiché il loro habitat è lungo le coste che vanno dal Marocco a Israele, circa il 90% di esse muore

durante il primo inverno trascorso nella fredda Inghilterra.

Oltre ai pesci per acquario provenienti da allevamenti, sono più di 300 milioni quelli catturati ogni

anno anno nei luoghi d’origine.



Negli zoo e dietro le sbarre:

un milione di animali di varie specie sono prigionieri nel mondo. Di questi 10.000 sono reclusi in

zoo, zoosafari, acquari e simili (94 solo in Italia), 1000 sono costretti ad esibirsi nei 134 circhi

italiani.

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