Di paragoni stupidi e superficiali.
Oggi è la giornata della commemorazione dell'Olocausto. C'è un amico che ha pubblicato una foto scrivendo: che non si verifichi mai più.
Ho provocatoriamente risposto in sintesi che la mancanza dei tedeschi di mettere in discussione quello che gli viene propinato da stampa e politici e di affrontare con spirito critico spesso l'operato dei propri governi nei confronti delle politiche effettuate in ambito europeo, sono un'avvisaglia di pericolo in agguato.
E' ovvio che nessuno si sogna di dire che la Germania potrebbe rendersi colpevole di un secondo Olocausto – ci sono tanti altri paesi che in questo momento sotto il silenzio stampa occidentale lo stanno facendo contro altri popoli e ce ne saranno sempre, per cui statisticamente è difficile che un paese si macchi per due volte della stessa colpa, specie se ne ha pagato un caro prezzo sotto vari profili.
I tedeschi hanno un sincero senso della vergogna e del pudore per gli errori del passato rispetto ad altri paesi che nemmeno rinnegano atti di guerra e persecuzione scellerati attuati contro altri popoli (Italia? USA? per esempio?). Questo gli fa onore, evidentemente la storia l'hanno studiata.
D'altronde asserire:
“In Germania i nazisti non entrano in Parlamento. In Italia i fascisti ci entrano” non solo è un paragone poco azzeccato, ma anche un'affermazione imprecisa. Quelli come Alemanno, che la persona dell'affermazione di cui su, definisce “fascisti” sono altrove i Sarkoszi di Francia, altrimenti definiti universalmente semplicemente come chiaramente di destra, chiaramente conservatori; politici che è possibile collocarli politicamente in una certa area senza tema di sbagliarsi. Da qui ad asserire che Alemanno è fascista e di estrema destra denota semplicemente approssimazione. mancanza di cultura politica ed
Così come partiti di vera estrema destra anche in Italia nel Parlamento non ci sono mai entrati, come non ci sono entrati i partiti di estrema sinistra (molti ricorderanno i vari movimenti politici di sinistra extra-parlamentare degli anni settanta ed ottanta).
Ciò nondimeno il paragone è infelice.
Un paragone sensato potrebbe essere:
In Germania non entrano i nazisti in Parlamento.
In Polonia non entrano i comunisti in Parlamento (ma ci entrano senza problemi quelli decisamente di destra, che vengono percepiti dalla popolazione magari come moderati rispetto ai comunisti).
(Aggiungo che in Israele la corrente più forte è tradizionalmente la destra!)
E' chiaro il concetto? Dove c'è maggior danno di una corrente politica, si è accorti ad impedirne il ritorno al potere.
Per quanto se ne dica del fascismo, questo non ha provocato né in Italia né in Europa gli stessi danni del nazismo. Il governo italiano fascista d'allora non ha invaso paesi vicini d'Europa a destra ed a manca (certo lo ha fatto con i paesi africani, ma in Europa siamo così provinciali da guardare solo nel nostro piccolo orticello!) e non ha fucilato la popolazione civile dell'ex paese alleato in senso punitivo, perché il Governo ex alleato è uscito dall'alleanza (il che mi fa pensare che in situazioni non previste, i tedeschi agiscano all'impazzata, terrorizzati, incapaci di affrontare con metodo e spirito critico la situazione). Il Governo fascista italiano seppure ha collaborato, non ha programmato, pianificato ed eseguito lo sterminio metodico di una popolazione intera.
Mi sembra una differenza enorme.
Allo stesso modo in Italia abbiamo avuto il più grande partito comunista tra i paesi occidentali, ma non abbiamo avuto una dittatura comunista, per cui mi sembra abbastanza ovvio che la parola “comunista” non rappresenti uno spauracchio di tale portata come negli ex paesi comunisti.
Mi sembra ovvio no? La storia insegna e grossolanamente i Governi dei paesi ne tengono conto.
Da qui, però, a negare la radice dei problemi ce ne passa.
Per me la radice dei problemi, che mi ha spinto a palesare la mia provocazione, risiede nell'aver constatato che i tedeschi sono poco avvezzi in senso generale a mettere in discussione ed affrontare con spirito critico quanto viene fatto dai poteri forti, dai governi, dai grandi finanzieri. Più sei potente, più sei ricco e più sei bravo, questa è l'etica protestante. Come si può mettere in discussione l'operato di chi è più bravo?
Se gli europei continuano a essere troppo bonisti nei confronti di questo paese per non infierire, per non mettere il dito nella piaga, non l'aiuteranno certo a conquistare posizioni di lungimiranza, a sviluppare potere critico. Io quando posso racconto alla gente comune, ai tedeschi di cui sono circondata, cosa succede veramente all'estero nei riguardi della crisi economica europea e cosa stanno pensando gli altri europei dei tedeschi. Perchè non è vero che gli italiani ed i Greci vanno in pensione a quarant'anni e nemmeno a cinquanta (salvo sporadici episodi), ma che la regola è (in Italia) pensione a 65 anni. E che non è vero che gli italiani si fanno la siesta di due ore il pomeriggio, o meglio che a seconda dell'attività produttiva è vero, ma non si va a casa poi alla sei come in Germania, ma alle otto di sera.
Detto questo mi piange sinceramente il cuore quando vedo raffigurati i tedeschi in uniformi naziste, lo vedo come un vigliacco tentativo di rinfacciargli per l'eternità la colpa più grande commessa. Però questo non mi impedisce di constatare che l'origine che ha portato i tedeschi dell'epoca ad essere ciechi rispetto a quanto accadeva, è la stessa matrice che sta portando i tedeschi di oggi ad essere ciechi rispetto al problema attuale europeo.
Io sono fiduciosa, però: credo che i popoli non debbano essere messi gli uni contro gli altri (dividi et impera è un motto ancora molto efficace), ma che debbano unirsi perchè in fondo questi giochini servono solo ai poteri forti, affinché possano ottenere consensi per poter difendere indiscussi i propri interessi di casta.
Una piccola aggiunta: molti tedeschi non sanno ancora che durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati nazisti han dovuto battere in ritirata dall'Italia, non più alleato, hanno sterminato intere popolazioni civili inermi e senza motivo. Questo fatto a noi è noto, ma a queste latitudini non lo è per nulla, tanto è vero che un film uscito un paio di anni fa, di cui non ricordo il nome, ma affrontato dal regista italiano con grande umanità, è stato considerato da molte persone qui in Germania come un'esagerazione. Laddove non solo non era esagerazione, ma l'autore ci aveva messo anche profonda penetrazione ed umanità nella parte degli sterminatori. Una rappresentazione realistica, insomma.
RispondiEliminaIl film è questo: http://www.libreidee.org/2010/01/luomo-che-verra-diario-capolavoro-della-strage-nazista/
RispondiElimina(Chissà perchè in Biblioteca ancora non l'ho trovato...)