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Visualizzazione dei post da maggio, 2004

Il povero pseudogranchietto!

Stamattina sul lavello giaceva un sacchetto con dei molluschi, le chiamano telline da queste parti. L’occhio non so perché ha indugiato per un po’ su tale sacchetto fino a scorgere un’anomalia inquietante. Delle chele, sì, sì, proprio chele… mi fermo, strizzo gli occhi, mi avvicino e vedo delle zampette di ragno.. possibile nell’acqua? No, però se ci facciamo caso molti molluschi acquatici possono essere avvicinati a dei corrispondenti terrestri. Per esempio gli scampi si possono avvicinare a degli scorpioni, no? E le maruzze? Anche il nome alternativo ce lo dice: lumache. E via dicendo. Mi avvicino ancora più e vedo queste gambette muoversi, poi scorgo delle vere e proprie chele, nella loro potenza di pinze naturali. Mi fermo, resto affascinata. Sono così disabituata a vedere vite oltre quella umana, che ogni volta che vedo altre forme di vita meno comuni, resto come magnetizzata. Mi ricordo fino all’anno scorso, nella vecchia casa. Avevo anche io i miei animali domestici, i miei pets...

Segregazione.

Non so che mi stia succedendo. Dopo un anno in cui si può dire abbia vissuto quasi come per strada, senza dimora, cambiando continuamente ed in un paese lontano e straniero in molto, in tanto, mi sono come naturalmente autosegregata in casa.  La cosa più stupefacente è che io ci sto bene.  Non sento affatto il bisogno di uscire e prendere una boccata d’aria. Oddio, certe volte mi rendo conto che come persona non vengo giudicata sana se persevero a portare avanti questa situazione. Ma io nella mia stanza, nel mio angioletto, nel mio piccolo regno circondata di tutto ciò che ho bisogno, sto bene, mi sento meglio di una Dea. Certo già medito alla prossima avventura in Terra straniera. Pensavo di andare presto in Marocco, magari a fare del volontariato, magari dopo la laurea. Con il mio portatile dietro ed una connessione ad internet mi sentirei come se fossi in possesso di tutto, del mondo intero, ed in realtà io da internet ci ricavo e ci faccio tutto. E’ stata la fo...

Il Cassonetto

Può capitare che qualche volta qualcosa venga buttato.. qualche volta quel “qualcosa” non è affatto una cosa.. e qualche volta anche il cassonetto non è proprio un cassonetto… ed il buttare? Voglio iniziare questo post dicendovi fin da qui che “il Cassonetto” è l’appellativo dato da un mio amico ad una persona, per la legge del contrappasso. Gli dissi che mi sentivo “buttata via come spazzatura” da questa persona e lui da allora lo ha ribattezzato “cassonetto”. La storia è questa. Conoscevo il cassonetto da un po’ di anni, piuttosto tanti se uno ci pensa su. Dire che si tratti però di conoscere è un po’ come abusare della lingua e del significato nascosto dietro questa parola. Diciamo per correttezza che sapevamo dell’esistenza l’uno dell’altro e diverse volte ci eravamo anche soffermati a chiacchierare. Tra me e questa persona c’è sempre stato un amico in comune, o forse due, ma direi anche di più se cominciamo a tirare in ballo quelli che si conoscono da anni, si vedono d...

Un racconto del Marocco di un autore classico italiano

Voglio pubblicare qui sul mio blog questo brano che mi è piaciuto molto. Mi è arrivato quasi come un regalo da una donna italiana che aveva costruito la sua vita su rapporti con uomini del mondo arabo fin da un primo suo viaggio in Tunisia. Questa donna negli anni ha fatto notevoli sforzi per carcare di entrare in questa cultura. Vive in Italia ed è sposata con un arabo, per la verità ne ha avuti due di matrimoni con arabi. Un giorno nell’impetuosità che la contraddistingue nei rapporti che instaura e nella comunicazione, fa avere a me ed altre amiche questo brano. Tra l’altro arrivava in un momento in cui cercavo di gestire il mio impulso a recarmi in Marocco.  Ogni tanto sento come uno strano influsso che mi dice di andare in un posto. Quello era il periodo del Marocco e di Marrakech che presto spero sarà una delle mie mete.   Mi è subito piaciuto questo racconto di viaggio. Nella mia ignoranza pensavo che questo tipo di narrativa fosse noiosa nel suo eccessi...

la surRealtà

Stamattina mi è successa una cosa un po’ surreale, come surreale è, negli ultimi tempi, la sensazione che ho della mia vita quotidiana al mio risveglio. Prima di procedere devo aprire una piccola parentesi. Ieri ho avuto per l’ennessima volta una discussione con mia madre. Abbiamo convenuto già anni addietro che la convivenza per noi fosse forzata. Ci siamo anche resi conto che è una violenza della modernità italiana quella che si fanno genitori e figli ad ostinarsi a vivere sotto lo stesso tetto. Certo qualche volta le personalità conciliano e forse anche il non rendersi conto di assurde pretese. Io me ne sono sempre accorta ed il mio orgoglio mi ha sempre portata lontana. Ho fatto presente più volte a mia madre che lei non poteva capire perché a 19 anni se n’è uscita definitivamente di casa. Io ne ho esattamente dieci in più ed a rendermi la convivenza più dura c’è anche il fatto che io non sono stata sempre in casa con i miei. Su dieci anni di cui stiamo parlando, almeno...