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Sulla restituzione dell'Imu: considerazioni su chi ha perso la casa e su chi è in affitto

Mettiamola così.

Il 65 % degli italiani vive in una casa di proprietà di uno dei membri della famiglia (padre, marito, moglie, figlio, ecc.). Mettere una tassa sulla casa è da anni una via semplice per lo Stato per far cassa. Allo stesso tempo levare tale tassa assicura ampi consensi elettorali. La cosa buffa ed isterica è che a metterla ed insistere a levarla è spesso la stessa forza politica.

Prendiamo l‘Imu. Molti credono che sia stata un‘invenzione di Monti, mentre nella realtà è stata una creazione del Governo Berlusconi che nel 2011 è corso a Novembre a Bruxelles a proporre tutta una serie di misure che avrebbero assicurato l‘Europa dal pericolo che anche l‘Italia avesse potuto chiedere prestiti (ricordo che a differenza degli altri PIIGS l‘Italia è l‘unico a non aver chiesto nemmeno un euro e che invece si indebita ogni anno di un‘ulteriore centinaio di miliardi per rimpinguare le tasche del fondo salvastati).

Ora si insiste sulla restituzione di questa IMU. Restituire non è abolire, è cancellare: questa è una differenza enorme per chi ha perso la casa per pagare una tassa che in sintesi non era dovuta allo Stato.

Ora, se un cittadino italilano - a causa della situazione economica e lavorativa precaria e disastrosa di molte famiglie - va in sofferenza per i vari pagamenti dovuti (tasse e mutuo in primis) non ha pagato l’IMU, ha messo in moto una macchina di confisca della casa mediante Equitalia. La stessa cosa se uno ha pagato l’Imu ma non gli è rimasto molto per il pagamento del mutuo: anche qui si mette in moto una macchina di confisca.

Questa gente, dunque, ha perso una casa per pagare una tassa che ora verrà restituita. L’assurdità appare evidente in tutto il suo senso.

A queste persone cosa si proporrà? Servirà la restituzione dell’IMU a cancellare tutto il processo che si è messo in moto? A riparare dal disagio di non aver avuto più una casa? Ma soprattutto servirà a restituirgli la casa persa?

Io credo che questo sia un punto fondamentale su cui riflettere. Perchè non è concepibile che in uno Stato che vengano stabilite delle tasse, poi levate pochi mesi dopo, poi rimesse di nuovo a breve distanza temporale e di nuovo levate se non cancellate. Questa è una tarantella di fatto che va avanti da sin troppi anni, senza considerare tutti i costi burocratici connessi all'amministrazione di una simile macchina di riscossioni e restituzioni!

La gente non ha una flessibilità economica ed una stabilità finanziaria tale da poter sopportare senza contraccolpi questo isterico balletto del “devi darmi, ti restituisco”. La pubblica Amministrazione non può permettersi nemmeno lo spreco di un centesimo per amministrare tasse messe, levate, rimesse e restituite. 

Infine, in Italia, spesso, comprare una casa è una scelta obbligata, la scelta di farsi carico di un debito enorme (mutuo) a causa di affitti elevatissimi e di una totale deregolamentazione di tale settore, in cui – non dimentichiamolo – fu abolito l’equo canone.
E' troppo facile mettere una tassa insopportabile, fingere che poi non la si è messa e dopo qualche tempo con una demagogia che ha del terrificante, chiedere il consenso sulla base dell’abolizione di una tassa che si è creata qualche tempo prima. Siamo un popolo o un giocattolo di un instabile di mente?

Infine una considerazione sul restante 35% della popolazione che una casa non ha potuto nemmeno comprarla con un debito: sentire continuamente della restituzione dell’IMU come una delle cose prioritarie e fondamentali per l'intero paese, senza avere in mente proprio quelli più svantaggiati, è proprio un vero e proprio schiaffo alla miseria ed alla giustizia sociale, un insulto a chi ha meno, ai più deboli.

PS: Mi dicono in privato che l'IMU ammonta ad una cifra sostanzialmente modesta: tratterebbesi di importi in media intorno ai 200 euro. Francamente dai dibattiti televisivi mi ero fatta idea che trattavasi di cifre di almeno uno zero in più. Non ne ho conoscenza diretta: appartengo, infatti, a quella categoria di persone che non ha una casa di proprietà e che vive all'estero. Dunque se davvero tale tassa è così modesta, c'è da realilzzare quanto basso sia il senso dello Stato in Italia, senza contare che se la restituzione di una cifra è catalizzatore di un gran numero di voti, allora la considerazione che l'anima degli italiani sia in svendita appare l'unica plausibile.

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