Oggi è stato un giorno di routine, nell'ambito della mia momentanea extra-ordinaria non routine.
Ore 11 visita dal medico.
Esco e penso di andare in biblioteca a studiare tedesco. Pur parlandolo discretamente è una lingua che si dimentica facilmente, è una lingua complessa, è una lingua molto ricca e varia. Insomma, un incubo seppur si presta bene anche ad elucubrazioni mentali di vario tipo.
Arrivo alla biblioteca centrale e chiedo delle informazioni. Non contenta le richiedo.
In poche parole con tranquillità enorme e controlli minimi, si entra, si consultano i libri che si preferisce e si esce. Non c'è bisogno di alcuna registrazione per girovagare in biblioteca. La cosa mi mette un tantino soggezione, ma non posso che ammirare questa regolarità e tranquillità con cui funziona una biblioteca.
Il sistema di prestito, invece, funziona come molte biblioteche di grandi città: un sistema ricco e complesso, preceduto dal pagamento di una quota associativa su base semestrale o annuale. Tutto ciò per far parte del sistema integrato di biblioteche presenti ad Amburgo e solo ed esclusivamente per prendere i libri in prestito e portarli al di fuori dell'edificio.
Di primo acchito resto un pò delusa perché non ho voglia di pagare una quota per una cosa che non so se userò (presumibilmente di sì). La seconda cosa è che ricordo che a Portland anche esisteva un sistema integrato di biblioteche, per cui un libro preso alla biblioteca centrale, potevo restituirlo alla bibliotecuccia dietro casa. Ricordo, però, con netta precisione che il sistema era totalmente gratuito.
Poi rifletto sul fatto che questo piccolo contributo permette alla Biblioteca di sopravvivere ed in parte autofinanziarsi senza ulteriore aggravio sulla comunità. La cosa la si apprezza ancor di più se si nota che la biblioteca sta effettuando dei lavori per offrire nuovi spazi alla cittadinanza, quanto mai multiculturale, e se si osserva che i volumi non sono eccessivamente datati: il volume più datato, che oggi mi è finito tra le mani risaliva al 2006. Non solo: come è tipico del pragmatismo tedesco, oltre a libri di letteratura, arte, tecnica, sono presenti in numero gratificante svariati tomi di informatica, o meglio guide varie all'utilizzo di questo e quell'altro programma oltre che ad un reparto ricchissimo di guide di viaggi, di cui tutti i volumi della serie Lonely Planet e Rough Guide anche in inglese!
Qui il sistema del prestito dei libri è molto diffuso. Piuttosto che acquistare, la gente prende in prestito.
Una mia conoscente amburghese mi ha raccontato di un viaggio che ha fatto in India, di un libro di Terzani che acquistato sul posto e che non è riuscita a leggere prima del rientro. Poi ha aggiunto contenta che questa estate è tornata in India ed ha riportato laddove lo aveva preso questo libro. La cosa mi suonava strana, ma dopo ho avuto modo di apprezzare tutte le valenze di questo gesto: restituire una briciola di cultura al paese da cui si è presa. In questo modo altri viaggiatori avranno la possibilità di trovare quel libro e leggerlo...
Il prendere in prestito un libro comporta anche un risparmio notevole dello spreco di carta. Le case editrici non sono danneggiate, perchè invece di vendere più numeri di un tomo, vendono più tomi vari in qualche numero. La cultura si diffonde e la carta, alias alberi, si risparmiano.
Tutto sommato vi sono delle abitudini e dei stratagemmi che varrebbe la pena di emulare ed in questo post vi sono già diversi esempi validi di organizzazione.
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