Adda passà a nuttata
Così recitava un celebre passaggio, Edoardo De Filippo in una delle sue più note commedie, Napoli milionaria.
Come napoletana, mi è capitato di sentire questa frase numerosissime volte, in ognuna di quelle situazioni in cui il mio interlocutore o mi voleva o si voleva infondere il coraggio di una visione ottimistica delle cose.
Eppure dire questa frase pensando alla scena politica, sociale ed economica del paese degli ultimi anni, appare quanto mai fuori luogo. Gli ultimi episodi hanno tradito anche l‘ultima fiducia in un cambiamento repentino ed efficace, che è barbaramente crollata.
Veniamo alle ultime settimane.
I risultati elettorali hanno mostrato con sorpresa di chi vive nel mondo fatato della Casta, che gli italiani si sono stufati di tale Casta appunto. Il partito in assoluto vincitore è stato quello rappresentato dall'astensionismo in grandi numeri, seguito a ruota dal Movimento 5 Stelle, che rappresenta per antonomasia la lotta alla Casta (Mandiamoli tutti a casa).
Sicuramente sono emersi da questo risultato due dati di fatto: la stanchezza di gran parte dell'elettorato, che sarebbe meglio chiamare del „popolo“, e la speranza in un atto rivoluzionario di cambiamento.
L’esito elettorale ha determinato un terribile gioco di forze tra le varie parti politiche vincitrici (o perdenti?), anche in virtù di una legge elettorale che dà un vergognoso premio di maggioranza alla coalizione che ha la maggioranza relativa (e dico vergognoso pensando alle ultime legislature, non solo a questa di poche settimane or-sono), ma che soprattutto – a mio modesto parere - non permette una formazione di un Governo a prescindere dal voto di fiducia iniziale che questo deve ottenere.
In tutto questo il M5S ha perso la possibilità di regalare al paese un cambiamento effettivo. I punti di contatto, infatti, tra il programma del M5S, di SEL e del PD erano quanto mai numerosissimi ed assieme avrebbero potuto davvero portare una ventata di cambiamento nel paese. Va bene, posso anche capire che il M5S non si voleva sporcare con i vecchi partiti, ma entrando in Parlamento sono venuti comunque meno alla logica della democrazia partecipata e sono entrati in quella rappresentativa. Dunque, perché non contribuire fattivamente al cambiamento? Occasione persa, forse per sempre.
Molti di noi sono fiduciosi che da questa matassa ingarbugliata intervenga una forza esterna capace di proporre una personalità come Presidente del Consiglio, che possa ottenere i consensi del PD, di SEL e del M5S. Tuttavia tutto quello che accade ogni giorno non fa che farci perdere ogni speranza.
In questo contesto si sono radicati due tipi di tendenza: da un lato, e rappresenta la maggioranza della popolazione, c‘è chi vede il Paese destinato ad un irrevocabile declino ed impoverimento, incapace di sottrarsi dalla morsa di rappresentanti politici che possano portare il Paese ad una rinascita; da un‘altra parte tutta una serie di cittadini che hanno deciso quasi di ignorare quello che accade sulla scena politica e di riprendersi il proprio destino con le proprie mani.
Ecco che nascono collettivi di cittadini che fanno proprie le teorie della decrescita felice, sempre più persone che abbracciano uno stile di vita a bassa impronta ecologica e capace anche di sottrarre quanto più possibile al ricatto del dio Denaro; ecco che nascono i gruppi di acquisto, gli orti cittadini, gli eco-villaggi, i co-housing e co-working, ed infine gli incubatori d‘impresa con tanti giovani che decidono di mettersi in autonomia, andando incontro al proprio destino ed al proprio successo semplicemente con le proprie forze e grazie a metodiche che aggirino gli ostacoli.
Sembrano bei paroloni, eppure se si immaginano le numerosissime banche del tempo presenti in Italia, si può riuscire anche ad immaginare un modo di scambiarsi prestazioni e prodotti che esuli dall'impiego dello strumento „denaro“. Se si rammentano, poi, le sempre maggiori manifestazioni di baratto, si ha una conferma. Fino ad arrivare alle tante associazioni di volontariato, manifestazioni in cui si esprime la solidarietà umana. Ecco che dunque riusciamo ad intravedere una società che fa un salto culturale, si migliora e si libera da quelle catene che la stanno portando all'affondo.
Questo blog intende esplorare non solo le ragioni della crisi, capire le dinamiche macro-regionali e macroeconomiche che hanno portato alla situazione attuale, aprire dunque gli occhi su una situazione che non solo non è solo italiana, ma è europea in generale. Desidera, però, soprattutto essere uno stimolo per la ricerca di nuove forme di „business“, nuove forme di relazioni sociali, nuovi modi di andare avanti dignitosamente e felicemente. In fondo, basta pensare a come si viveva in passato e si cominciano a svelare tutte le enormi possibilità per sottrarci dalla morsa stringente di quelle catene che ci imprigionano in una spirale di disperazione verso l'abisso.
Ce la possiamo fare, se puntiamo sulle sole nostre forze.
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