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Dopo aver toccato il fondo, si può solo risalire: una grande opportunità

Sono convinta di una cosa. L'unica via di uscita nell'impossibilità di essere gestiti da una classe politica capace, è quella di sottrarsi dalla morsa del nostro male: il denaro.

Facciamoci caso: di denaro si tratta quando si parla di debito pubblico. Si tratta altresì di denaro quando si parla di misure di austerità che hanno comportato tassazioni in ordine ai beni di consumo (aumento dell‘iva), all'abitazione (introduzione dell‘imu), al lavoro (irpef, irap ed altre numerosissime voci di tassazione e di contributi che allo stato di fatto delle cose sono tasse a perdere).

Eppure lo Stato è giustificato a prendere dai cittadini, solo se poi darà qualcosa di giusto in cambio: assistenza sanitaria, strade in buone condizioni, città pulite, educazione per tutti, burocrazia efficiente, pensionamenti proporzionati ai contributi, ecc. Ecc.

Allo stato di fatto, con le misure di Austerità, lo Stato è sceso al livello di una qualsiasi organizzazione criminale, che ti impone arbitrariamente dei pagamenti, senza giustificarne la sua essenza. In fondo cosa distingue un pizzo da delle tasse pagate per non ricevere nulla in cambio?

Tutto questo nasce dal ricatto e dalla supponenza dei paesi nordici che l‘Italia potrebbe essere in un futuro costretta a chiedere degli aiuti economici all'Unione europea per poter essere salvata da inadempienza nei riguardo dei titoli di stato venduti a scadenza. La UE ha detto all'Italia in parole semplici: se in un futuro vorrai il nostro aiuto, tu devi iniziare già ora a mettere in ordine i tuoi conti. Ed essendo il debito dell'Italia già grande all'origine, le misure intraprese e firmate per il prossimo futuro non possono essere che catastrofiche.

Abbiamo sperato che prima o poi qualche personaggio politico, economico, culturale fosse capace di dire no a tutto questo, e fosse capace di mantenere il nostro paese a quel livello di galleggiamento degli altri paesi, prima di tutti la Germania stessa.

Tuttavia ritengo che ci si è offerta la più grande delle possibilità, che solo un popolo con una grande cultura alle spalle è capace di ravvedere per primo.

Facciamo degli esempi. Supponiamo che al lavoro retribuito si sostituisca sempre più il sistema delle banche del tempo. All‘atto pratico, prendiamo la mia professione.
Io sono architetto e posso offrire le mie competenze in numerose cose che hanno a che vedere in modo esclusivo ma anche marginale la mia professione: da una pratica burocratica per dei lavori di costruzione, a anche semplicemente una simulazione tridimensionale di un qualche prodotto. Supponiamo che non ho grande tempo a disposizione, ma che ovviamente vorrei mangiare. Nel vecchio sistema, andrei dal fruttivendolo che in cambio di denaro, mi darebbe degli ortaggi. In base al sistema della banca del tempo, io fornisco una prestazione, questa prestazione mi viene quantificata in tempo e non in denaro ed ottengo die crediti. Un cittadino che si dedica ad un orto, perché ha un discreto appezzamento di terreno, ha anch‘egli dei crediti in virtù del suo impegno nella coltivazione. Magari quel cittadino può essere anche un avvocato in pensione o una mamma che preferisce dedicare metà del proprio tempo ai propri figli e l‘altra metà ad un orto che assicuri un‘alimentazione di qualità alla propria famiglia e gliene avanza sempre della generosa produttività dei nostri suoli. Ecco che io che ho fornito una prestazione, posso ricevere in cambio qualcosa, senza dover utilizzare uno strumento chiamato denaro, ma utilizzando uno strumento che chiameremo „crediti di tempo“. Ancora più facile può essere l‘equazione nel caso di due professionisti.
Certo la storia si complica se io voglio entrare in possesso di beni che dipendono dalla grande industria, ovvero a quel sistema economico sociale che si basa sulla circolazione della moneta. In quel caso devo prevedere comunque una forma di entrata.

Attenzione, se si pensa alla casa, alle bollette delle utenze, anche qui esistono delle possibilità.
Diciamo che uno ha una casa di proprietà. In questo caso si mette per forza di cose nel circolo vizioso del ricatto, per cui se uno vuole continuare a tenersi la casa sudata con anni di lavoro, deve pagare il pizzo, ops scusate, l‘imu allo Stato. Se uno invece l‘affitta, accetta di corrispondere un tetto in caso di un corresponso di natura danarosa.
Consideriamo invece altre possibilità. Diciamo che io mi ricordo che in Italia esistono tantissimi paesini abbandonati, molti anche in ottime strutture e che assieme ad altre persone decida di ripopolarne uno. Le proprietà non sono mie, talvolta sono diventate proprietà del Comune, altre volte sono di proprietà di persone. L‘esperienza di tanti dimostra che è possibile accordarsi sia con i privati che con i Comuni per ricevere il bene immobile in comodato d‘uso, talvolta in cambio di lavori di restauro e manutenzione, talvolta in cambio del ripopolamento di questo luogo della memoria, delle nostre radici culturali.
Si può obbiettare che restaurare un‘abitazione abbandonata da anni, può comportare dei costi che variano in funzione dello stato di manutenzione dell‘oggetto in questione (ma attenzione, anche dalla bravura di un esperto capace di individuare soluzioni alternative e magari non convenzionali per restaurare l‘immobile). Tuttavia si deve prendere in considerazione che un casale abbandonato restaurato può diventare un attraente b&b per turisti stranieri, che un borgo ripopolato diventa attrazione in se stessa, se poi si organizzano eventi, si instaurano scuole di artigianati locali e si organizzino in modo da offrire vacanze corsi a turisti da ogni parte del mondo, si può immaginare che l’entrata ci può essere eccome.
Ma non voglio continuare oltre su questo argomento, poiché desidero trattare approfonditamente ogni idea possibile.
Consideriamo un altro aspetto. Tutti sappiamo che la metà dei siti dichiarati dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità” sono collocati in Italia. L’altra metà è collocata nel resto di tutti i paesi del mondo. Questo significa che in quanto a luoghi della storia, della cultura, dell’arte, l’Italia è un diamante di proporzioni pari all’intera sua superficie, poiché non debbono passare molti chilometri per imbattersi in un sito di grandi potenzialità sotto il profilo dell’attrazione turistica.
Eppure leggevo oggi di albergatori che si lamentavano del calo del turismo. Io posso capire un calo del turismo nel momento in cui l’intera popolazione mondiale attraversa un buio economico. Eppure ci sono paesi in piena crescita. Ci sono, per esempio, nella sola Cina ben 300 milioni di persone davvero ricche. Ripeto: un numero di persone quanta l’intera popolazione europea che è definibile secondo gli standard universalmente accettati come “ricca”, ovvero di risorse economiche superiori a quei profili economici individuati nella classe media europea di una volta.
Io mi chiedo: ma cosa fanno questi albergatori per accaparrarsi clienti dalla Cina? Pensano che solo delle operazioni pubblicitarie che partano dallo Stato siano efficaci? Dubito che questi albergatori non abbiano più risorse economiche per mettersi in network ed effettuare delle operazioni pubblicitarie di propria tasca. In fondo più si è e meno incidenza di spesa c’è. Non ci hanno pensato: ahi ahi ahi, questo è il male del paese. Vediamo, però, se con questo blog riusciamo a cambiare questa mancanza di fantasia.
Voglio dire di più: si deve fare a forza una propaganda costosa? Se uno impara il cinese, o già potrebbe bastare un buon inglese e si arma di pazienza e di una persona competente capace di effettuare delle operazioni mirate di marketing partendo da una postazione computer ed internet, si possono davvero fare dei miracoli. Se poi più albergatori si riuniscono in un network, possono mettere in piedi una struttura ben articolata capace di raccogliere turisti e di convogliarli verso il paese e le varie strutture. E’ possibile anche che quel network prevedendo una buona crescita di turisti in entrata, sia capace di proporre un azzardo di prezzi aggiustati e lì si diventa capaci di poter attrarre anche turisti un po’ meno ricchi dei famosi 300 milioni di cinesi.

Il discorso si può ripetere per molti settori, le soluzioni sono molteplici. Basta mettere in funzione la testa o chiedere a qualcuno, magari giovane, di mettere in funzione la testa per se, per trovare nuove possibilità.
C’è un dato di fatto: la ricchezza dell’Italia è rappresentata dai beni culturali, dal clima, dal paesaggio e noi dobbiamo non solo difendere questa ricchezza, ma provarne anche a trarne beneficio nella forma di un turismo, possibilmente sostenibile ed intelligente (non come quello delle navi da crociera a Venezia, che hanno l’impatto di una calamità soprannaturale senza che i veneziani ne traggano alcun giovamento).

Concludo dicendo che a mio parere non rimane che una cosa: organizzarsi come società civile ed intraprendere una serie di misure, laddove è possibile bypassando il più possibile il flusso di denaro che è l'arma del ricatto. Allo stesso tempo sfruttare risorse come turismo, beni culturali, tradizioni, paesaggi, artigianato, tutte cose difficili da distruggere (l'apparato industriale italiano ci ha pensato a distruggerlo la Merkel con le sue pretese di Austerity ed i suoi lacchè tra i politici italici, perché “italiano” è un titolo che bisogna guadagnarsi con il rispetto nei riguardi del proprio paese).

Esploriamo assieme le tante possibilità che ci sono offerte. Abbiamo davvero una grande opportunità.

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