All'ex Sindaco di Treviglio Luigi Minuti dedico questo passaggio del noto film di Marco Tullio Giordana:
In particolare al passaggio sui Dinosauri che ben si addice al personaggio ed alla sua ostinatezza a voler gestire un mondo che non C'è più, che è cambiato e che con modestia dovrebbe cedere il passo a chi lo conosce meglio.
Torniamo però ad una frase, una mezza frase di cui fa sfoggio per unirsi al coro di chi nei scorsi giorni mi ha vituperato in ogni modo, di un'antica lingua imparata a metà o dimenticata a metà.
Nel riferirsi alle mie lettere di dimissioni, il Consigliere ottantenne Minuti riferisce: 'excusatio non petita'. Ed il resto? Ve lo dico io: 'excusatio non petita, accusatio manifesta'. Ovvero se qualcuno si giustifica senza che gliene venga chiesto conto, in qualche modo si autoaccusa.
Lasciando perdere il fatto che questa affermazione dal punto di vista psicologico è stata e sarà confutata mille volte, io mi chiedo: questo signore appena più giovane del mio defunto nonno, ha letto? Ha capito la mia lettera di dimissioni?
No, perché di giustificazioni e di scuse non mi sembra ve ne sia l'ombra. Chi l'ha letta ha colto lo spirito di accuse feroce, della cittadina indignata perché privata del suo bene più prezioso - la propria onorabilità oltre che il proprio diritto alla privacy - a causa delle orditure di una politica incomprensibile ai comuni mortali, che di essi si fa beffa e si fa scudo a proprio piacimento. Altro che scuse!
Certo esordisco con delle rettifiche, non delle giustificazioni. L'italiano è una lingua con una discreta ricchezza di vocabolario, che soprattutto da politicanti di mestiere dovrebbe essere usata con cognizione di causa.
Mi sembrava un mio sacrosanto diritto difendere il mio nome infangato per un'assurdità in corso di chiarimento, una vera e propria manipolazione ad arte della notizia.
Molti ancora non hanno capito che io il Sindaco l'ho conosciuto il giorno del colloquio conoscitivo, che in principio della nomina ci ho messo un po' al comprendere la costellazione politica di Treviglio, nè il mio ruolo tecnico mi imponeva di immischiarmi in questioni politiche. Non sono stata eletta dai cittadini. Il socio di una società per azioni mi aveva selezionato tra varie candidature per ricoprire un ruolo e portare avanti tasks ben precisi. Ma di quanto accadeva all'Amministrazione di Treviglio non era affar mio.
Io non sono una politica e non conosco le strategie collaudate del perfetto dosaggio tra dire e non dire, degli equilibrismi delle parole. Io sono una comune cittadina, ferita, violentata nell'anima, nello spirito dei propri valori, che urla la sua indignazione, l'ingiustizia subita, anni di lavoro e sacrifici basati sulle proprie esclusive forze, gettati alle ortiche per dei sporchi giochetti politici ai quali dichiaro e sottoscrivo la mia più totale estraneità, ammettendo anche ignoranza in queste arti della manipolazione.
Ma la battaglia coi maestri della manipolazione appunto è purtroppo persa, finché questa classe politica sarà ancora a spadroneggiare e finché i giornalisti non impareranno a fare il loro mestiere con l 'etica che si fa in altri paesi.
Non dimentichiamoci che per informazione e per democrazia siamo agli ultimi posti nel mondo!!!
Ecco, sig. Consigliere Minuti. Questi sono i risultati della politica della sua generazione. E la rimando ancora una volta al passaggio del film su riportato.
E, consigliere Minuti, non si dimentichi di leggere pure questa lista approssimativa e non aggiornata di indagati, inquisiti e condannati del suo partito:
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