Dal 30 giugno al 7 ottobre io, Architetto Daniela Lubreto, ero Amministratrice Unica della Società di Trasformazione urbana Treviglio Futura, di intera proprietà del Comune di Treviglio. Per la mancanza di soci privati, la società deve rispettare tutte le leggi relative ai lavori pubblici. Attenzione a questo passaggio: se un giorno delle azioni sono vendute a dei privati, dei legali potrebbero dirvi che le condizioni operative cambiano. Ma questa è un'altra storia.
In Sintesi la STU è il braccio operativo di quanto deciso in Consiglio Comunale in ambito di opere pubbliche. Vi è un piano triennale delle opere, poi si discutono in Consiglio, si sviscerano, nascono Commissioni ed alla fine si vota se realizzarle o meno. Questo detto in modo molto profano. Politici e consiglieri sapranno spiegare meglio di me l'iter. Quel che importa è che c'è un Consiglio di rappresentanti dei cittadini che approva o boccia un'opera. Se l'approva, è il volere dei cittadini che forse dovrebbero votare con più cognizione di causa i propri rappresentanti (sono in giro da ere paleolitiche, qualcosa avranno capito di loro... ci sono programmi, andranno letti.. e se non vengono rispettati, ci si dovrà prima o poi incazzare)...
Ad ogni modo una volta che il Consiglio approva, quella è volontà del popolo e l'opera approvata può finire in seno alla STU che ha l'obbligo e basta di realizzarla, di seguire tutte le procedure necessarie, trovare i finanziamenti, gestire le operazioni, coordinare, ecc.
Nel caso di piazza Setti, quando sono arrivata io gran parte già era stato messo a punto, non so se in seno alla STU o in seno al Comune. Fondamentalmente restava solo da firmare, da metterci la faccia. Chi si è dimesso prima chissà perchè non ha accompagnato all'altare il suo bambino.. ma lascio ai lettori le proprie speculazioni. Io non ne ho idea.
Dal mio canto posso dire che al passaggio delle consegne non mi è stato riferito un granchè, mi sono ritrovata una marea di cose su cui districarmi da sola con l'aiuto di qualche volenteroso e mi sono ritrovata persino a litigare con la commercialista che continuava a richiedermi la carta di identità per richiedere la smartcard mentre io continuavo a chiederLe il piano finanziario. E' finita che le ho scritto che se non me lo mandava, poteva dimenticarsi la carta di identità. Ricevo il documento sulla mia casella privata con in copia il mio predecessore, cosa che non mi è sembrata per nulla "elegante". Se andate alla Camera di commercio scoprirete che io ufficialmente amministratrice lo sarò diventata intorno al 10 luglio, proprio per questi braccidiferro.
In quel mese mi sono ritrovata da studiarmi atto fondativo, statuto, piano finanziario, mutuo e chi più ne ha più ne metta. Confesso che per il mutuo mi sono dovuta far rassicurare pià volte dalla commercialista e dal notaio, persona coscienziosa. Come se non bastasse la mole di cose, improvvisamente è stato tirato in ballo il sito web per la questione della trasparenza ed è iniziata un'altra piccola odissea...
Quindi dopo ore e giorni di studio, sudore alla fronte per il caldo ma soprattutto per le enormi responsabilità, preso atto che la gara era partita, occorreva siglare la convenzione tra Comune e Stu e sottoscrivere il mutuo, affinchè non si procedesse ad un'aggiudicazione senza fondamenta. Quindi a luglio in tempi celeri firma di questi due documenti. Personalmente volevo scappare e non avrei mai voluto trovarmi a ballare in quella situazione. Sono un tecnico ed una che gestisce progetti, ma di privati dove tutto sembra avere regole un tantino più semplici ed accessibili. Mi chiedevo: perchè non ha firmato il mio predecessore? mancava poco? a che pro? io non l'ho ancora capito.
Ora se io avessi voluto seguire e basta degli ordini, mi sarei presa giusto la briga di prendere l'auto ed andare a firmare, ma io le cose le faccio con diligenza, me le studiavo e cercavo di capire se erano adeguate. Sono, infine, diffidente di natura.. e da cittadina normale che non ha mai avuto a che fare con la politica, sono partita subito dalla posizione che bisognava stare attenti.
Ecco che il tempo perso con cui mi veniva suggerito di dedicarmici non mi bastava, il mio usuale lavoro è finito in soffitta e con esso i redditi che avrei potuto accumulare, mentre il compenso MAI pattuito della STU diventava una sorta di rimborso spese. E' stato scritto che c'erano tante persone brave uguale e che si sarebbero accontentati di quei soldi. PErchè non si sono fatti vivi? io non mi sono sentita affatto privilegiata, ma oramai avevo accettato.
Così in tempi celeri mi toccava documentarmi ed essere certa di star compiendo la cosa giusta, con indispettimento pure di quanti mi reputavano fin troppo meticolosa. La sensazione, talvolta anche più o meno esplicitamente palesata era: chi è questa guastafeste che vuole mettere in dubbio il lavoro di tutti coloro che ci hanno operato prima? La mia risposta è stata sovente: è una guastafeste con la testa pensante, che non getta alle ortiche anni di studio e sacrifici per supinamente siglare quanto hanno fatto altri e che sa di starsi assumedo responsabilità grandi.
Poi ci hanno pensato i giornalisti a gettare per un'emerita cagata (passatemi il termine, ma prima o poi ne converrete con me) anni di studio, carriera e sacrifici nella tazza bianca, giornalisti che magicamente si sono ritrovati tra le mani una notizia privata e coperta da segreto investigativo internazionale. Chissà se la notizia non è uscita perchè la guastafeste che intralciava fin troppo, improvvisamente dopo lo scandalo aveva deciso di reinviare le dimissioni, proprio in un momento in cui altro che rallentamenti di meticolosità, occorreva mettere il turbo. chissà.
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