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Superbonus e criticità

 Chi scrive qui (e non sono l'unica) è un architetto, senior. 

Nel 2020 mi ero interessata fin da subito al Superbonus che reputavo una misura interessante. Conoscevo già le potenzialità poco note ai più dell'Ecobonus e del Sismabonus e già da tempo ero cosciente che combinati permettevano interventi finanziati fino anche all'85%. Come professionista conoscevo però anche la diffidenza delle persone, che preferivano adagiarsi sul più noto Bonus Casa al 50%.




Dopo qualche mese di partecipazione a dibattiti e corsi e mentre venivo letteralmente assaltata di email e telefonate da parte di dubbi personaggi, prendo la decisione di tirarmi dietro. I motivi fondamentali sono stati tre. 

Il primo aveva a che fare con la questione relativa alle retribuzioni di noi professionisti architetti ed ingegneri. In un mercato scarsamente regolamentato e male, dove i professionisti menzionati dovrebbero essere a monte di tutto il processo e dove assumono enormi responsabilità, si assisteva come sempre al tentativo da parte di imprese ed improvvisati di provare a guadagnare sulla pelle e sul lavoro di tali professionisti. Per fortuna abbastanza velocemente il Governo dell'epoca ha avuto la capacità di introdurre l'obbligo dell'equo compenso e la questione in parte si è risolta. Ancora tanto sarebbe da fare, ma si va per gradi. no?

L'altra motivazione aveva a che fare con l'accertamento di congruità e la responsabilità dei tecnici nell'asseverare la conformità urbanistico-edilizia degli immobili, requisito fondamentale sia per effettuare qualsiasi lavoro edile e sia per poter percepire qualsiasi incentivo statale. Il problema è che in Italia il 90% degli immobili è in una qualche forma difforme, con livelli certo variabili. Inoltre l'accertamento di conformità permette sì di regolarizzare alcuni tipi di difformità ma le tempistiche non erano certo a favore di una misura di cui ne era prevista la scadenza dopo un anno e mezzo. Anche qui in qualche modo si è intervenuto, non risolvendo totalmente l'annosa questione ma comunque apportando notevoli miglioramenti e semplificazioni. Anche questo problema andrebbe però risolto definitivamente ed organicamente, perchè di fatto nonostante le agevolazioni ci sono zone d'ombra che non tutelano i professionisti con la conseguenza che per la maggior parte procediamo ancora secondo i dettami del Testo Unico dell'Edilizia a prescindere dalla neonata Cila Superbonus.

L'ultimo problema, quello che per me rappresentava lo scoglio più grande, era rappresentato dall'entrata in scena di numerosi interlocutori, aziende, intermediari che mai prima avevano avuto a che fare con il settore dell'edilizia, nella presunzione e pretesa che si tratti di un settore in cui chiunque possa improvvisarsi. Per me questo rappresentava un problema grave. Avere a che fare con interlocutori che non conoscevano l'abc della normativa, della prassi, della burocrazia, dei processi dell'edilizia era sostanzialmente un bel problema. Sdegnata da questo svilimento della nostra professionalità nella società italiana, mi sono tirata indietro. Questo problema è annoso e non è mai stato risolto e secondo me sta alla base delle truffe che si sono verificate sui Bonus.

Al netto di queste problematiche a fine 2021 numerosi colleghi hanno iniziato a contattarmi per chiedermi se fossi in grado di effettuare delle analisi che a mio parere dovrebbero essere svolte da una specializzazione ben precisa dell'ingegneria. Dal momento che ne ero capace e dal momento che i miei interlocutori erano questa volta professionisti affermati del settore, ho deciso di occuparmene contenta di poter fare qualcosa per l'ambiente e per questo paese. 

Nei miei prossimi interventi, dunque, porterò alla vostra attenzione temi e problematiche che riguardano prevalentemente il Superbonus.

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