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Visualizzazione dei post da 2004

il mio ipotiroidismo negato

abulia accidia apatia fiacca ignavia indifferenza indolenza inerzia infingardaggine irresolutezza neghittosità pigrizia passività svogliatezza … avversione all'operare unita a tedio ecco grosso modo i sintomi salienti (che poi sarebbe semplicemente mancanza di energia fisica e psichica) per aver trascurato l’unica cosa serie di malata che ho: la mia tiroide!!! Dottoressa non avevo voglia di far nulla, mi trascinavo e non riuscivo più a studiare.. è questo il motivo o è solo un alibi? Al 90 % è questo il motivo e non ti dico il 100 % solo perché dobbiamo verificare come reagisci al medicinale… Ecco.. così sono due anni che non ho voglia di far nulla e per questo manco i controlli mi sono fatta.. qualsiasi cosa mi sembrava richiedesse un dispendio di energie enorme… ora forse può essere la volta buona che studio e ritorno a posto!!! Se penso solo che ho perso tanto tempo a causa di questo motivo… beh, che dire.. mi serva da lezione e serva a chiunque legge questo blog da lezione… .. ...

Ikea promessa

E vai.. oggi ho la vena dello scrittore… Avevo promesso di scrivere della mia avventura domenicale Ikea ed eccomi qui a mantenere la promessa. Allora. E’ da due anni che senza scherzare aspettiamo l’Ikea a Napoli. A dire il vero solo io, mia madre e mio fratello. Ero appena rientrata dalla Germania (dall’ultimo mio soggiorno nella terra dei Crucchi) e lessi da qualche parte che l’Ikea non solo era approdata anche in Italia, ma che presto lo sarebbe stata anche a Napoli. Devo aver letto male qualcosa perché ero convinta sarebbe dovuto accadere già l’anno scorso. Cmq non ci sono stata a Napoli, quindi poco importava. A fine gennaio rientro e voglio sistemarmi la stanza, ancora rimasta per metà in allestimento (ok: ero tornata a fine luglio 2002 dalla Germania, a febbraio 2003 cambiammo casa ed ad aprile 2003 ho iniziato prima ad intermittenza poi in modo stabile l’avventura Egitto). Andiamo all’Ikea. A Roma? Sei scema? Come a Roma? Eh sì, apre a giugno! Non ha ancora aperto? ...

L’arte dei pazzi

Mi sono stirata i capelli. In modo definitivo o semidefinitivo però. In altre parole sono andata dal parrucchiere ed ho fatto quello che in gergo si chiama “relax”. E’ stata una tortura. ... Non so se sia sempre così. Mi è passato per la testa e quando decido un cambiamento che abbia a che fare con i capelli lo devo fare repentinamente, lì per lì, non importa quanto drastico sia. Ora non è stato drastico, ma il coiffeur stava incasinatissimo, aveva avvertito mia madre a telefono, ma io non ne ho voluto sapere e così martedì ci sono andata lo stesso. Dico: era martedì mica venerdì o sabato! Ed io già avevo aspettato la domenica ed il lunedì. Aspettare di più per me era improponibile. Dicevo, ne ho forse pagato le conseguenze perché è stato discretamente doloroso. I miei capelli non sono né lisci né ricci.. sono quello che odiosamente si definiscono “ondulati”. La verità è che non si possono definire, ma hanno un vantaggio: sono più accomodanti per le variazioni. Se li volev...

TERMIN

Aiuto aiuto questa volta lo faccio.. questa volta lo faccio.. costi quel che costi ci vado.. sarò preparata? credo poco... ma oramai ho la coscienza netta che anche rimandando all'infinito non lo sarò mai.. mi sfugge il tempo di mano... organizzazione? sì, anche.. una serie di fattori.. fatto sta che so chiaramente che se non ci vado e rimando, il tempo successivo a poco mi servirà.. volerà di nuovo via ed inspiegabilmente non saprò come mai pur impegnandomi da mattina a sera in questa cosa, mi ritrovo ogni giorno con una inezia fatta e tanto da fare... chissà forse questa volta le condizioni sono favorevoli... Es haldelt sich eigentlich um meine letze Prüfung!!!

pensierid'Ark

Bisogna rompere la forma della cornice.. così nel suolo l'architettura deve penetrare e rompere...L'architettura deve dare una forma consistente, chiara allo spazio, come in quei dipinti espressionisti dove il contorno, la linea è chiara, evidente, di consistenza quasi fisica che dà forma..! L'architettura si deve decomporre in diverse parti che pur restano legate tra loro in un che di armonico... L'architettura deve rinnovarsi in se stessa di continuo, deve essere scoperta in un nuovo modo ad una nuova fruizione, come il gioco di un labirinto... L'architettura deve usare e sperimentare materiali inaspettati... sperimentare nuove combinazioni tra la struttura (Sfondo) e sovrastruttura e lasciar trasparire dalla seconda la prima; deve essere rifinita con un lavorio come qualsiasi opera d'arte; e come queste deve essere ricca di colori, effetti e nude combinazioni... Più layer che si giustappongono... Pensieri scritti visitando il Museo d'Arte mode...

Il povero pseudogranchietto!

Stamattina sul lavello giaceva un sacchetto con dei molluschi, le chiamano telline da queste parti. L’occhio non so perché ha indugiato per un po’ su tale sacchetto fino a scorgere un’anomalia inquietante. Delle chele, sì, sì, proprio chele… mi fermo, strizzo gli occhi, mi avvicino e vedo delle zampette di ragno.. possibile nell’acqua? No, però se ci facciamo caso molti molluschi acquatici possono essere avvicinati a dei corrispondenti terrestri. Per esempio gli scampi si possono avvicinare a degli scorpioni, no? E le maruzze? Anche il nome alternativo ce lo dice: lumache. E via dicendo. Mi avvicino ancora più e vedo queste gambette muoversi, poi scorgo delle vere e proprie chele, nella loro potenza di pinze naturali. Mi fermo, resto affascinata. Sono così disabituata a vedere vite oltre quella umana, che ogni volta che vedo altre forme di vita meno comuni, resto come magnetizzata. Mi ricordo fino all’anno scorso, nella vecchia casa. Avevo anche io i miei animali domestici, i miei pets...

Segregazione.

Non so che mi stia succedendo. Dopo un anno in cui si può dire abbia vissuto quasi come per strada, senza dimora, cambiando continuamente ed in un paese lontano e straniero in molto, in tanto, mi sono come naturalmente autosegregata in casa.  La cosa più stupefacente è che io ci sto bene.  Non sento affatto il bisogno di uscire e prendere una boccata d’aria. Oddio, certe volte mi rendo conto che come persona non vengo giudicata sana se persevero a portare avanti questa situazione. Ma io nella mia stanza, nel mio angioletto, nel mio piccolo regno circondata di tutto ciò che ho bisogno, sto bene, mi sento meglio di una Dea. Certo già medito alla prossima avventura in Terra straniera. Pensavo di andare presto in Marocco, magari a fare del volontariato, magari dopo la laurea. Con il mio portatile dietro ed una connessione ad internet mi sentirei come se fossi in possesso di tutto, del mondo intero, ed in realtà io da internet ci ricavo e ci faccio tutto. E’ stata la fo...

Il Cassonetto

Può capitare che qualche volta qualcosa venga buttato.. qualche volta quel “qualcosa” non è affatto una cosa.. e qualche volta anche il cassonetto non è proprio un cassonetto… ed il buttare? Voglio iniziare questo post dicendovi fin da qui che “il Cassonetto” è l’appellativo dato da un mio amico ad una persona, per la legge del contrappasso. Gli dissi che mi sentivo “buttata via come spazzatura” da questa persona e lui da allora lo ha ribattezzato “cassonetto”. La storia è questa. Conoscevo il cassonetto da un po’ di anni, piuttosto tanti se uno ci pensa su. Dire che si tratti però di conoscere è un po’ come abusare della lingua e del significato nascosto dietro questa parola. Diciamo per correttezza che sapevamo dell’esistenza l’uno dell’altro e diverse volte ci eravamo anche soffermati a chiacchierare. Tra me e questa persona c’è sempre stato un amico in comune, o forse due, ma direi anche di più se cominciamo a tirare in ballo quelli che si conoscono da anni, si vedono d...

Un racconto del Marocco di un autore classico italiano

Voglio pubblicare qui sul mio blog questo brano che mi è piaciuto molto. Mi è arrivato quasi come un regalo da una donna italiana che aveva costruito la sua vita su rapporti con uomini del mondo arabo fin da un primo suo viaggio in Tunisia. Questa donna negli anni ha fatto notevoli sforzi per carcare di entrare in questa cultura. Vive in Italia ed è sposata con un arabo, per la verità ne ha avuti due di matrimoni con arabi. Un giorno nell’impetuosità che la contraddistingue nei rapporti che instaura e nella comunicazione, fa avere a me ed altre amiche questo brano. Tra l’altro arrivava in un momento in cui cercavo di gestire il mio impulso a recarmi in Marocco.  Ogni tanto sento come uno strano influsso che mi dice di andare in un posto. Quello era il periodo del Marocco e di Marrakech che presto spero sarà una delle mie mete.   Mi è subito piaciuto questo racconto di viaggio. Nella mia ignoranza pensavo che questo tipo di narrativa fosse noiosa nel suo eccessi...

la surRealtà

Stamattina mi è successa una cosa un po’ surreale, come surreale è, negli ultimi tempi, la sensazione che ho della mia vita quotidiana al mio risveglio. Prima di procedere devo aprire una piccola parentesi. Ieri ho avuto per l’ennessima volta una discussione con mia madre. Abbiamo convenuto già anni addietro che la convivenza per noi fosse forzata. Ci siamo anche resi conto che è una violenza della modernità italiana quella che si fanno genitori e figli ad ostinarsi a vivere sotto lo stesso tetto. Certo qualche volta le personalità conciliano e forse anche il non rendersi conto di assurde pretese. Io me ne sono sempre accorta ed il mio orgoglio mi ha sempre portata lontana. Ho fatto presente più volte a mia madre che lei non poteva capire perché a 19 anni se n’è uscita definitivamente di casa. Io ne ho esattamente dieci in più ed a rendermi la convivenza più dura c’è anche il fatto che io non sono stata sempre in casa con i miei. Su dieci anni di cui stiamo parlando, almeno...

Assurdo: esiste ancora la schiavitù

Non ci potrei credere se non fosse per il fatto che la notizia è apparsa di recente in un articolo di una delle testate maggiori nazionali di attualità ed informazione. Lo riporto qui integralmente premurandomi soltanto di eliminare certi nomi..(si sa, basta inserire il nome in un qualsiasi motore di ricerca e l'articolo salterebbe subito fuori.. e la mia idntità anche, visto che non sono proprio una delle più aninime blogger). " Un'intera etnia in schiavitù - Bolivia " "Nessun contratto, nè salario, nessuna libertà: le 942 famiglie di indios guarani che vivono nel distretto di Chuquisaca, nel sud della Bolivia, non esistono dal punto di vista giuridico. Questo permette agli locali di trattarli come schiavi, obbligandoli a lavorare per tutta la vita al loro servizio e impedendone la fuga. Uniche a battersi per il riscatto dei guarani sono alcune organizzazioni come Medicins du Monde o il Centro di Ricerca e di Promozione dei contadini boliviani che ha...

Quando portavamo le kefie…

Sono passati meno di dieci anni da quando io prendevo parte ad ogni tipo di manifestazione di contestazione sociale… I cortei, le occupazioni universitarie, i centri sociali, il pogare, la musica arrabbiata, gli amici musicanti arrabbiati, la a cerchiata… ed i vestiti: trasandati, funesti, corredati dall’immancabile kefia… ma la kefia non era soltanto un capo di abbigliamento, un simbolo, era un messaggio sociale… volevamo dire a tutte le popolazioni arabe e musulmane: siamo con voi al vostro fianco, ci sentiamo come voi e più vicini a voi che a quei reggenti dei nostri paesi che assecondano solo la logica del profitto e del Dio denaro. Siamo stufi come voi delle guerre e delle dittature che sono provenute dal nostro benessere e dalla nostra libertà.. siamo con voi e vorremmo che voi lo sapesse… Quando ero all’estero andavo fiera di portare quella kefia attorno al collo… era un segno di universalità che mi portavo dietro per il mondo… Poi improvvisamente è cambiato tutto… dopo il 2001 ...

Rompo il silenzio!!!

Sono stata ferma senza scrivere un bel po’.. e non ho scritto qui.. non ho scritto a cari amici eppure? Cosa è successo? Ecco come sono andati i fatti. Ho deciso di non scrivere più ad un certo punto, perché come sollecitata dagli amici, dovevo cercare di eliminare gli elementi di distrazione dallo studio dalla mia vita, in previsione dell’esame che ci sarebbe dovuto essere a fine marzo. Così mano a mano mi sono privata anche di quelle attività rimanenti: cinema abolito, uscite con amici minimizzate, uscite per riprese fotografiche abolite, telefonate ad amiche ridotte, email ad amici lapidarie.. e così dicendo, finendo per rinchiudermi in casa, ma per isolarmi anche da qualsiasi attività.. il risultato è stato quello sperimentato in tanti anni: più ho abbondanza di tempo a disposizione e più mi butto nelle braghe.. più mi punisco rinunciando a qualsiasi attività e più perdo le forze per fare qualsiasi come se, per cui ho deciso che da questo momento in poi faccio come mi dice la testa...

L'ultimo esame

Ma come devo fare?  Sto troppo incazzata con me stessa.. devo e dico DEVO fare il mio ultimo esame entro fine mese altrimenti sto in un casino nero ed io invece che faccio?!?  Cazzeggio dalla mattina alla sera.. mi perdo in un mare di attività senza una fine.. non concludo niente ma si fa tardi… se poi provo ad andare a dormire, non ci riesco: mi metto a letto verso le 3 – 4 di notte per ricordarmi subito dopo di studiare e così accendo la luce, apro un libro e si fa ancora più tardi.. mi viene sonno e decido di mettermi a dormire.. ma mi ritornano i sensi di colpa e la voglia di recuperare e così riaccendo la luce e mi metto a fare qualche esercizio... e questo è tutto quello che faccio riproponendomi verso l’alba di svegliarmi qualche ora dopo appena e di fare la persona seria.. di studiare bene e tanto.. ma che ci vuole!?!??!! La cosa più assurda è che la materia (tecnica delle costruzioni) mi piace da morire! mi diverto pure a fare tutti quei calcoletti dimen...

Il Centro Direzionale di Napoli – Appunti alla non progettazione

Ho ritrovato queste osservazioni che facevo un giorno a lezione qualche anno fa ad una mia amica, mentre il professore ci illustrava i pro ed i contro di un impianto urbano moderno come quello dei Centro Direzionale di Napoli. Cominciamo: 1. Facciata monumentale anchilosata priva di fantasia e di qualità soprastante 2. Inferi! Sottostante 3. I grattacieli in acciaio e vetro NON DEVONO avere nulla a che fare con gli edifici in muratura o c.a. circostanti (?!!??!?!) 4. L’altezza: senza parole… (considerando il tradizionale skyline di Napoli) 5. Lo skyline di Napoli (Nea-Polis) deve assomigliare il più possibile a quell’altra città che giace sullo stesso parallelo (altezza della Terra), ovvero New-York, il cui nome pure si assomiglia (?!!??!?!) 6. Le povere piantine speriamo siano finte, se no non so quante maledizioni manderanno al progettista (il prof. ci spiega fu affidato il compito ad uno straniero per evitare rivalità e per motivi burocratici… e che ci mostra come l’arc...

Chat al Provolone

E’ da poco che sto usando la rete come un mezzo di comunicazione “attivo”, intendo dire conoscere gente mai vista prima, parlarci, scambiarci idee, discutere come non si riesce, ahimè, a fare dal vivo… prima di poche settimane fa, usavo internet prevalentemente per reperire ogni sorta di informazione di cui avessi bisogno e per mantenere poi contatti a buon mercato con amici lontani... Ebbene, mi sento come una bambina che inizia a muovere i primi passi in questo ambito virtual-sociale e non nascondo di esser forse già caduta vittima di qualcuno più "navigato". Qui però voglio riportarvi una sessione di chat che è a mio parere esattamente l'opposto di quello che mi piace fare e mi attira in chat. Una conversazione più azzardata, vuota, inutile, assurda e subnormale che potesse capitarmi. Ve la riporto fedelmente senza commenti anche se sì che ne vorrei fare! Lascio lo spasso a voi!!! Sessione di chat: ProvoloneVirtuale = ciao......ti ricirdi?????:) Alice è Lib...